La lampadina è un oggetto molto utilizzato da tutti noi. Data la grande diffusione di questo strumento, molti tendono a darne per scontata l’esistenza. Tuttavia, dietro a questo piccolo oggetto in vetro, dall’aria molto fragile e delicata, si nasconde una storia molto interessante e non così antica come si potrebbe pensare. Infatti, la diffusione nella quotidianità ne causa un abitudine, che conduce a sottovalutare la storia di un oggetto. Certo, la storia di una lampadina non è una storia affascinante come quella dei tarocchi o delle arti esoteriche, ma è davvero notevole. Parla dell’idea geniale di alcuni uomini dagli indubbi talento e forza di volontà. Vediamo di conoscerla meglio.

La storia della lampadina: da Swan a Edison

Spesso, l’invenzione della lampadina viene attribuita a Thomas Edison. Tuttavia, ciò è coretto solo in parte. L’inventore della lampadina a incandescenza, infatti, è tale sir britannico Swan. Questi la brevettò nel 1878. Comunque, il modello di lampadina da lui inventato era molto rudimentale e presentava delle problematiche all’utilizzo. Per prima cosa, comportava un consumo di elettricità troppo alto perché la lampadina fosse usata dalle famiglie meno abbienti. Inoltre, poiché sfruttava un filo a incandescenza, emetteva fuliggine. La fuliggine comportava un grosso problema poiché si adagiava sulla sua superficie e le impediva di emettere luce.

Per questo, le migliorie apportare da Edison divennero note molto in fretta. Edison mostrò il suo lavoro sulla lampadina a partire dall’anno seguente. Nel suo laboratorio in America, Edison aveva realizzato una lampadina con alta resistenza elettrica. Questa faceva in modo che la sua superficie non annerisse e che la luminosità rimanesse costante.
Si trattava, quindi, di migliorie davvero notevoli, che contribuirono alla diffusione della lampadina. Le lampadine realizzate secondo le indicazioni di Edison permettevano un più facile uso. Inoltre, potevano restare accese per molto tempo senza comportare problemi di luminosità. Questo fece sì che si iniziasse a venderle anche in Inghilterra. Da ciò nacque una seria disputa sulla paternità della lampadina, poiché entrambi gli inventori ne rivendicavano l’idea. In particolare, Swan rivendicava di essere stato il primo a realizzare un simile oggetto; mentre Edison sosteneva di aver reso attuabile l’idea di Swan, che altrimenti sarebbe stata poco utilizzabile.

La disputa continuò per diversi anni. Cioè fino a quando i due ricercatori decisero di creare una società che portasse entrambi i loro nomi. Nacque così la Edison- Swan, una società guidata da due menti eccelse, che divenne in pochi anni una leader mondiale per la produzione di lampadine.

La lampadina nel XX secolo

La diffusione delle lampadine della Edison-Swan fu incredibile e raggiunse luoghi lontanissimi della terra. Tutte le persone volevano possedere almeno una lampadina per rischiarare le loro serate. Ben presto, la luce di questa lampadina fu tanto grande da attirare l’attenzione di un altro studioso molto attento al progresso. Il nome di questo studioso era David Coolige. Di lavoro, Coolige, faceva il fisico e, come Edison, lavorava negli Stati Uniti. Osservando la lampadina creata dai predecessori, Coolige vi apportò una modifica sostanziale, ma piuttosto semplice.

Il suo lavoro si basò sulla sostituzione del filo interno alla lampadina. Fino ad allora, quello era in carbonio, ma lui pensò di introdurne uno in tungsteno. Insieme a questo filamento, pensò di introdurre anche un gas. In questo modo, questa lampadina riusciva a durare molto di più delle altre. Da allora ad oggi, sono state apportate poche modifiche alla lampadina. Il suo funzionamento è rimasto pressoché invariato, mentre la sua diffusione è cresciuta a dismisura. Sono state realizzate tante lampadine con diversi modelli e colori, ma il funzionamento è rimasto lo stesso di quello ipotizzato e studiato in laboratorio nel secolo scorso da Coolige.