L’8 maggio 2026, nella prestigiosa cornice dell’Albergo del Senato, a pochi passi dal Pantheon, si è svolto il convegno “Ponti di Memoria: I legami e la continuità della storia dei bambini dall’affido in Ungheria all’adozione in Italia”, promosso da ASA ETS – Associazione Solidarietà Adozioni – in collaborazione con numerosi esperti del settore, rappresentanti istituzionali italiani e referenti dell’Autorità Centrale Ungherese.

L’iniziativa, moderata dalla Dott.ssa Anna Guerrieri, Presidente del Coordinamento CARE, ha rappresentato un importante momento di confronto sul tema della continuità affettiva quale diritto fondamentale del minore e valore imprescindibile nella costruzione della storia identitaria dei bambini adottati. Al centro della riflessione, infatti, vi è stata la necessità di preservare e valorizzare i legami significativi maturati durante l’esperienza dell’affidamento familiare, anche dopo il percorso adottivo, affinché il passato del bambino non venga cancellato ma accolto e integrato nella nuova dimensione familiare.

Ad aprire il convegno è stata la Presidente di ASA ETS, Maria Virgillito, che ha sottolineato l’importanza di costruire una rete sempre più solida tra istituzioni, enti autorizzati e famiglie, affinché l’adozione internazionale possa continuare a rappresentare una concreta opportunità di tutela, accoglienza e crescita per tanti minori. Nel corso del suo intervento è emersa con forza la necessità di promuovere un lavoro condiviso e continuativo tra tutti i soggetti coinvolti nel percorso adottivo, mettendo sempre al centro il superiore interesse del bambino e il diritto alla continuità delle relazioni affettive significative.

Nel corso del convegno è stata proposta una panoramica sull’intensa attività promossa dalla Commissione Adozioni Internazionali già a partire dal 2025, con particolare attenzione ai temi della formazione delle coppie aspiranti all’adozione, dei bisogni speciali dei minori, dei rapporti interistituzionali e dei costi delle procedure adottive. È stato inoltre evidenziato il ruolo delle recenti iniziative governative, tra cui il Decreto del Ministro per la Famiglia del 5 settembre 2025, che ha introdotto importanti bonus economici a sostegno delle coppie impegnate nel percorso adottivo internazionale.

Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato dedicato al rapporto tra Italia e Ungheria nell’ambito dell’adozione internazionale. Massimo Santoro, esperto IDI presso la CAI, insieme alla Presidente Maria Virgillito, ha approfondito il valore della collaborazione storica tra i due Paesi e le prospettive future dell’adozione internazionale in Ungheria, evidenziando la necessità di lavorare sempre nel superiore interesse del minore.

Grande attenzione è stata poi rivolta alla conservazione dei legami pre-adottivi come elemento fondamentale nella costruzione dell’unità della storia adottiva. La psicologa Cecilia Pecchioli ha evidenziato come il bambino non debba mai essere considerato “senza passato”, ma portatore di esperienze, relazioni ed emozioni che meritano ascolto, riconoscimento e continuità.

Molto significativo è stato anche l’approfondimento sui riti di passaggio che accompagnano il minore dal periodo di affidamento all’ingresso nella famiglia adottiva. Patrizia Salentino e Loredana Chiellino, insieme alle rappresentanti dell’Autorità Centrale Ungherese Mezei Ágnes Zsuzsanna e Székelyné Gál Adél, hanno illustrato le buone prassi adottate in Ungheria per favorire la continuità delle relazioni con i caregiver precedenti, mettendo in luce quanto sia importante accompagnare il bambino in ogni fase del cambiamento con gradualità, rispetto e sensibilità.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze delle mamme adottive Laura Pedulli ed Erica Borghi, amministratrice del gruppo “Adozione Ungheria nel cuore”, che hanno condiviso esperienze concrete di incontro tra famiglia adottiva e famiglia affidataria, raccontando il desiderio espresso da molti bambini di poter mantenere un ponte con chi si è preso cura di loro nei primi anni di vita. Attraverso le loro parole è emersa con forza l’idea che, per questi bambini, non si tratti mai di “iniziare da zero”, ma di proseguire un cammino già iniziato, custodendo le radici affettive costruite nel tempo.

Ulteriori riflessioni psicologiche sulla continuità affettiva e sul senso di appartenenza sono state offerte dalla psicologa psicoterapeuta Han Lian Leclerc-Quintiliani, che ha posto l’attenzione sull’importanza di aiutare il minore a sentirsi autorizzato ad amare e ricordare tutte le figure significative della propria vita, senza vivere tali legami come incompatibili tra loro.

Il convegno ha inoltre affrontato il tema delle nuove forme di accoglienza e delle prospettive aperte dalla sentenza n. 33/2025 della Corte Costituzionale italiana in materia di adozione internazionale per i single, grazie agli interventi di Massimo Santoro e dell’Avv. Simona Sarazani, responsabile dell’ufficio legale ASA ETS.

L’immagine simbolica del ponte ha accompagnato l’intero evento come metafora profonda della continuità: un ponte che non rappresenta soltanto il collegamento tra due rive, ma anche un luogo in cui è possibile fermarsi, sostare, affrontare il dolore e ricostruire sé stessi prima di riprendere il cammino. Per questi bambini, che attraversano confini geografici ed emotivi, sapere che la propria storia può rimanere intera significa poter costruire un’identità più solida, autentica e serena.

L’incontro si è concluso con un intenso momento di confronto finale e con i ringraziamenti rivolti a tutti i relatori e partecipanti, ma soprattutto a coloro che, attraverso testimonianze autentiche e generose, hanno saputo raccontare la complessità e insieme la straordinaria bellezza dell’accoglienza adottiva.

 

Di Roberto Rinaldo

Trascorro il mio tempo nel mondo delle parole e vivo per la comprensione.