Un vecchio proverbio dice “tra moglie e marito non mettere il dito”, ma quando la coppia scoppia deve intervenire una figura sopra le parti, ovvero, l’avvocato.

La fine di un amore non sempre è burrascosa, capita infatti che i coniugi decidano di comune accordo di interrompere il loro matrimonio rivolgendosi quindi ad un avvocato per separazione consensuale.

Anzi, vi sono alcune coppie che continuano a condividere lo stesso tetto vivendo due vite diverse e parallele, ma nella maggioranza dei casi mettono nero su bianco la fine della relazione, soprattutto quando ci sono figli minori, interrompendo anche formalmente i loro reciproci obblighi coniugali: in questo caso, in genere, i genitori, su consiglio dell’avvocato, optano per l’affido condiviso.

Ma in cosa consiste nel concreto?

La separazione consensuale con figli minori

In una separazione consensuale con i figli minorenni generalmente si procede con un affido condiviso per garantire il principio della bigenitorialità in base al quale un bambino ha il legittimo diritto di mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori anche se sono separati o divorziati.

Nel caso in cui si tratti di separazione, questa di per sé non porta necessariamente al divorzio ma può essere vista come una fase di transizione, di riflessione: la coppia può decidere infatti di procedere con il divorzio o di tornare insieme.

In ogni caso se ci sono figli minori o maggiorenni non autosufficienti, occorre procedere con cautela.

La legge infatti prevede una serie di tutele proprio per lo sviluppo psico-fisico armonico dei figli.

I tipi di separazione

Quando una coppia decide di porre fine al rapporto le strade che si possono percorrere sono due:

  • la separazione giudiziale;
  • la separazione consensuale.

La prima si intraprende quando tra i due non si trova un accordo, e consiste in un procedimento abbastanza complesso davanti al giudice chiamato a decidere le regole della separazione.

Quella consensuale, invece, consiste in un iter che consente ai coniugi conviventi di gestire l’allontanamento in maniera pacifica: entrambe possono essere intraprese sia da coppie con figli che senza.

Quando è necessario l’avvocato

Davanti a una separazione le strade da percorrere possono essere due: nel caso della separazione consensuale i coniugi trovano un accordo sia di tipo personale che patrimoniale e lo rendono valido facendolo ratificare da un giudice e o da un avvocato

Se non trovano questa intesa, è il giudice a stabilire le regole all’interno di una causa: nel primo caso il divorzio può essere chiesto dopo 6 mesi, nel secondo dopo un anno.

Tuttavia, nel caso di separazione consensuale, se moglie e marito hanno in maniera pacifica e autonoma fissato le “regole” della separazione, in presenza di figli minorenni devono necessariamente ricorrere a un avvocato e scegliere tra un ricorso presso la cancelleria del tribunale o una negoziazione assistita.

Come avviene l’affidamento

La legge tutela soprattutto i figli e i loro diritti, primo tra tutti quello di crescita equilibrata, ossia quello di formarsi nel miglior modo possibile con il sostegno di entrambi i genitori.

Nella separazione consensuale viene scelto quasi sempre l’affidamento condiviso e in questo caso i genitori provvedono insieme al mantenimento del minore, le decisioni importanti vengono prese di comune accordo, la responsabilità genitoriale è di entrambi, il minore ha la possibilità di trascorrere lo stesso tempo con il padre e con la madre.

L’affidamento esclusivo avviene solo in rarissimi casi; il minore viene affidato alle cure esclusive di uno solo dei genitori.

Questo può accadere quando il padre o la madre possono rappresentare un pericolo o mostrano disinteresse per la vita e l’educazione del figlio.

Fortunatamente si tratta di rare eccezioni in quanto l’interesse dei genitori che si separano consensualmente è quello di mantenere un clima armonioso per il bene e la crescita equilibrata e serena dei figli minori.