Regioni: da lunedì 17 scatta il cambio di colore per Sicilia e Sardegna. Le isole passeranno in zona gialla, mentre la Valle d’Aosta resterà arancione.

Il ministro Speranza ha firmato le nuove ordinanze. Dal 17 maggio cambiano i colori delle Regioni. È in generale atteso un miglioramento in tutto il Paese, come confermato dall’ultimo monitoraggio dell’ISS, dal quale risulta che sia l’Rt che l’incidenza dei contagi siano in calo. Per tale motivo, tutte le Regioni dovrebbero, dal prossimo lunedì, essere gialle, tranne una. In particolare dal 17 maggio passeranno in zona gialla anche la Sardegna e la Sicilia. La sola Valle d’Aosta dunque verrà lasciata in arancione. Detto ciò, lunedì la cabina di regia non valuterà solo i possibili cambi di colore, ma discuterà anche di coprifuoco (con possibile spostamento dalle 23 alle 24), riaperture e, soprattutto, le modifiche dei parametri per determinare i colori delle regioni. Probabilmente queste nuove misure confluiranno in un nuovo decreto Covid ed entreranno in vigore dal 19 maggio.

Quali regioni cambiano colore dal 17 maggio

Con l’ordinanza del Ministero della salute e i dati forniti dall’ISS lo scenario per l’Italia sarà quello dell‘intera penisola in zona gialla dal 17 maggio, ad eccezione della sola Valle d’Aosta che resterà in arancione.

La Sardegna e la Sicilia possono invece tirare un sospiro di sollievo e passare nella fascia di rischio minore che gli consentirà di riaprire bar, ristoranti, cinema, teatri, musei e piscine (solo quelle all’aperto).

La Sardegna tra l’altro presenterebbe dei numeri da zona bianca, anche se per potervi accedere sarebbe comunque troppo presto. Occorre inanellare ben tre settimane consecutive con dati da zona bianca per potervi accedere.

Nuovi parametri per le fasce delle regioni

Come accennato l’ISS e le regioni stanno studiando un nuovo metodo di classificazione del rischio. Ciò che è emerso dal vertice tenutosi martedì tra il Governo e le Regioni, al quale hanno partecipato anche il ministro della Salute, Speranza, e quello degli Affari Esteri, Maria Stella Gelmini, è che la tendenza sarà quella di dare meno peso all’Rt, ma di prendere in considerazione altri due parametri, ovvero l’incidenza dei casi e l’Rt ospedaliero, da ricalibrare nel seguente modo:

Per la zona rossa: essa dovrebbe scattare con un’incidenza dei casi pari o superiore a 250, o con incidenza tra 150 e 249 se il tasso di occupazione dei posti letto per pazienti Covid in terapia intensiva fosse superiore al 30%:

Per la zona arancione: questa invece scatterebbe con incidenza tra 150 e 249 o con una percentuale di terapie intensive occupate tra il 20-30% e il 30-40% di occupazione di posti letto nell’intera area medica;

Infine, per la zona gialla: occorre un’incidenza dei casi tra i 50 e i 149 o compresa tra 150 e 249 nel caso la una soglia di occupazione dei posti letto fosse al 20% per le terapie intensive e al 30% per gli altri reparti;

Per quanto riguarda la a zona bianca, invece, questa entrerebbe solo con un’incidenza minore di 50 casi ogni 100mila abitanti.

Al momento, le uniche regioni che presentano un’incidenza superiore ai 150 casi, cioè la soglia per finire in fascia arancione secondo questi nuovi probabili criteri, sono Valle d’Aosta e Campania, rispettivamente con incidenze pari a 165 e 153.

Le decisioni prese dal Governo dello Stato Italiano per alcune persone possono sembrare troppo restrittive, ma è sempre bene pensare che lo Stato ha il compito di prendersi cura di tutti i suoi abitanti. Fattore che purtroppo, in particolare in situazioni, può andare a creare una serie di situazioni poco piacevoli per un numero anche consistente di persone.