Le storie dei farmaci non sono conosciute da molti cittadini. Eppure, le vicende che hanno portato alla scoperta dei medicinali che oggi usiamo sono curiose. In tutte le epoche storiche ci si è rivolti a pozioni, medicamenti, intrugli e polveri per guarire da fastidiosi disturbi. Non sempre questi preparati funzionavano; anzi, talvolta essi erano pericolosi per la salute. Ad ogni modo, è doveroso notare che procedendo per errori e prove, siamo giunti alla moderna medicina.

Oggi, disponiamo di cure invidiabili e davvero ottime, che risollevano la nostra salute e ci permettono di vivere una vita sicura. Queste cure non sono sempre state disponibili e, alcune volte, sono state scoperte grazia a variazioni improvvise nei dosaggi. In particolar modo, è noto che in alcuni casi è stato proprio il dosaggio di farmaco dato ad un paziente a dimostrare gli effetti di questo sulla salute umana. Il dosaggio farmacologico, infatti, può determinare in modo importante la salubrità di un farmaco.

Le storie dei farmaci: quelle più curiose

Le storie dei farmaci sono davvero interessanti. Un caso è quello dell’atropina. Si tratta di una sostanza che, secondo la tradizione, era maneggiata dalle Parche. In realtà, nel mondo antico, l’atropina serviva come veleno. Oggi invece l’atropina è usata in oculistica per la sua proprietà di dilatare la pupilla. Ragione per cui la pianta porta anche il nome “Belladonna”, in quanto capace di conferire allo sguardo quella caratteristica di vaghezza che si attribuiva al fascino femminile.

Insolita è anche la storia che sta dietro al taxolo. Un tempo, questa sostanza serviva per rendere velenose le punte delle frecce o delle lance. Quando queste trafiggevano un nemico, questi aveva poche possibilità di sopravvivere. Oggi, invece, questo “veleno” è un farmaco. Un tossina da esso estratto è utile nella cura del dolore neuropatico.

I farmaci scoperti per caso: le storie più interessanti

Ci sono farmaci che oggi usiamo molto frequentemente, ma che sono stati scoperti per puro caso. Questo è il caso della penicillina e dell’eparina. Entrambi sono oggi molto impiegati, ma sono anche di recente scoperta.

Per l’esattezza, a scoprire l’eparina è stato un giovane studente. Questa stava cercando delle sostanze coagulanti per il sangue. I suoi esperimenti non stavano però riuscendo bene, infatti, si trovava tra le mani una sostanza anti-coagulante: l’eparina. Sebbene lo scopo della sua ricerca fosse molto diverso, questo studente scoprì una delle sostanza più usate nella cura del sangue.

Vicenda simile per la penicillina. La storia ne attribuisce la scoperta al noto Fleming, ma un medico italiano, tale Vincenzo Tiberio, aveva compiuto studi simili a quelli di Fleming nel 1800. Entrambi i medici, comunque, notarono la scomparsa dei batteri da un preparato nel quale si andava diffondendo la muffa. Questa muffa divenne la base degli antibiotici e cambiò la vita a milioni di persone.

Data l’esistenza di queste vicende, non stupisce che alcune sostanze vengano usate e poi riscoperte anni dopo per un impiego medico. Questo potrebbe essere il caso anche del CBC, usato da intere popolazioni e poi impiegato in terapie sperimentali. Per conoscere meglio la sua storia, comunque, basta leggere il nostro articolo a riguardo.

Non sappiamo quale sarà l’evoluzione delle prossime medicine. Probabilmente, le ricerche specifiche hanno oggi un ruolo di spicco. Risulta un po’ più difficile scoprire un medicinale per caso, poiché ci si sforza di trovare cure per patologie ben definite. Tuttavia, non è mai escluso che un imprevisto o l’intraprendenza di uno studente, piuttosto che un errore possano cambiare le sorti della medicina. Quel che è certo è che i medicinali hanno il potere di cambiare le sorti del genere umano, e per questo plaudiamo i nostri ricercatori.