Lo scorso otto marzo 2021 è iniziata la Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale. L’iniziativa, portata avanti dalla World Action on Salt & Health (WASH), ha come obiettivo quello di portare alla luce una tematica spesso sottovalutata, come quella dell’impatto negativo del consumo di sale sulla salute. Si stima infatti che molte malattie potrebbero essere contrastate efficacemente semplicemente riducendo l’apporto di sale nella dieta. Per fare ciò, basterebbe capire come sostituire il sale all’interno della dieta.

Abbiamo già parlato dei motivi per cui sarebbe consigliato mangiare senza sale, ma è più facile a dirsi che a farsi. Eliminare un elemento che arricchisce in sapidità ciò che mangiamo ogni giorno, dopo anni di abitudine, non è facile. Ma nemmeno impossibile.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di consumare non più di 5 grammi di sale al giorno, ma possibilmente anche meno. Quello che spesso non consideriamo, infatti, è che non esiste solo il sale che aggiungiamo noi personalmente alle nostre pietanze. In moltissimi alimenti il sale è un ingrediente più o meno nascosto. Per questo motivo è innanzitutto fondamentale imparare a leggere le etichette e, quando possibile, evitare del tutto i cibi preconfezionati. Questo non è però l’unico stratagemma che possiamo mettere in campo: vediamo quindi come sostituire il sale in modo efficace.

Come sostituire il sale: trucchi e metodi

La World Action on Salt & Health (spesso abbreviato in WASH), in occasione della settimana di sensibilizzazione sul consumo di sale, ha studiato degli accorgimenti per sostituirlo nei nostri piatti. L’obiettivo è, lo ricordiamo, quello di ingerire un massimo di 5 grammi di sale al giorno per tutelare la nostra salute. Ecco come fare:

  • al posto del sale possiamo utilizzare una enorme varietà di spezie, e non solo. Anche aglio, peperoncino, pepe, agrumi ed erbe aromatiche possono esaltare il gusto dei nostri piatti senza aumentarne la sapidità.
  • quando acquistiamo dei cibi in barattolo, come per esempio i legumi o le verdure, dobbiamo avere cura di sciacquarli abbondantemente sotto l’acqua corrente per eliminare i residui di sale utilizzato per la conservazione
  • un buon metodo per evitare di acquistare cibi ricchi di sale è quello di prediligere le materie prime: via libera quindi a frutta e verdura fresca
  • eliminare i cibi notoriamente ricchi di sale, come per esempio tutto il cibo spazzatura: fast food, patatine, salatini, salumi, formaggi, eccetera
  • come accennato, è altresì importante saper leggere le etichette e controllare sempre l’apporto di sale per ogni alimento
  • riducete il consumo di sale in modo graduale, dando al palato il tempo di abituarsi ai nuovi sapori
  • fate in modo di condire il cibo prima di portarlo in tavola. In questo modo non dovrete combattere la tentazione di aggiungere il sale una volta seduti
  • attenzione anche alle salse come maionese, ketchup e salse di condimento per insalate, spesso ricche di sale. Idem preparati come per esempio il brodo granulare e secco
  • in generale, cerchiamo di preferire il sale iodato

Il sale più salutare

Se proprio non riusciamo a fare a meno del sale, però, cerchiamo almeno di scegliere quello più salutare. Forse infatti non tutti sanno che esistono diversi tipi di sale. Per esempio, il sale grigio di Bretagna, benché piuttosto raro, è molto ricco di sali minerali. Il sale rosa dell’Himalaya, invece, è il più digeribile e non aumenta la ritenzione idrica.

Il più salutare, però, resta quello iodato. Lo iodio è infatti un importante elemento per il nostro organismo, in grado di influire positivamente su diversi processi ormonali. È inoltre il più indicato per chi segue una dieta di tipo vegetariano o vegano, in quanto lo iodio è prevalente negli animali (specialmente in pesci, molluschi e crostacei) ma scarso nelle verdure.