La consapevolezza riguardo l’importanza di seguire una dieta sana e uno stile di vita attivo, ormai, è sempre più comune. Tutti sappiamo quante possibili ripercussioni possiamo sperimentare a causa di una vita troppo sedentaria o di una alimentazione povera di frutta e verdura. Un argomento di cui però si parla relativamente troppo poco spesso è quello relativo al consumo di sale.

Tutti diamo per scontato che mangiare senza sale sia una prerogativa di chi soffre di gravi problemi di salute. In realtà, però, è una abitudine che dovremmo fare nostra a prescindere dal nostro stato di salute. Ci sono infatti innumerevoli benefici che una alimentazione povera di sale può apportare al nostro organismo e che, troppo frequentemente, ignoriamo. Ecco allora alcuni aspetti che forse non conoscevate del mangiare senza sale che vi faranno sicuramente venire voglia di tentare!

Perché mangiare senza sale?

Avreste mai pensato che un gesto quotidiano così semplice come quello di aggiungere il sale alle vostre pietanze fosse addirittura oggetto di discussione da parte dell’OMS? Ebbene, secondo recenti studi, sembrerebbe che se riducessimo il consumo di sale si potrebbero evitare ben due milioni e mezzo di morti l’anno per diverse patologie. Tra queste, troviamo ipertensione, tumore allo stomaco, osteoporosi, obesità e malattie renali.

La quantità di sale da consumare al giorno, sempre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe aggirarsi attorno ai 5 grammi. È stato stimato che, però, ne consumiamo in media 8/10 grammi.

Oltre ad aumentare il rischio di insorgenza delle patologie sopra menzionate, l’eccesso di sale è anche una delle principali cause della cosiddetta ritenzione idrica. Questo inestetismo della pelle può essere combattuto efficacemente riducendo al minimo la quantità di sale nella dieta. E non solo: la ritenzione idrica in molti casi è l’anticamera della cellulite. Tra i rimedi efficaci contro la cellulite troviamo quindi non solo uno stile di vita sano e attivo, ma anche iniziare a mangiare senza sale.

Ma qual è la correlazione tra sale e obesità? Secondo quanto emerge da recenti ricerche, maggiore è il sale che assumiamo, maggiore è il senso di fame che ci assale. La causa andrebbe ricercata nella secrezione della grelina, un ormone responsabile della regolazione dell’appetito. Il sodio, inoltre, può favorire l’accumulo di grassi nel corpo. Per questo motivo spesso una dieta povera di sodio è generalmente indicata per chi deve perdere peso.

In più, mangiare senza sale può aiutare in modo decisivo ad abbassare la pressione arteriosa. Questo è un aspetto fondamentale che chi soffre di pressione alta (ipertensione) dovrebbe tenere bene a mente.

Se iniziamo lentamente e gradualmente a mangiare senza sale e, magari, a sostituirlo con le spezie, i benefici non tarderanno a farsi sentire. Innanzitutto inizieremo ad apprezzare il “vero” gusto del cibo che mangiamo, privo di esaltatori di sapidità.

Uno dei metodi più utilizzati per diminuire il sale nei pasti è certamente quello di sostituirlo con le spezie. Anche altri piccoli accorgimenti possono fare la differenza. Per esempio, possiamo iniziare a diminuire il sale nell’acqua per la pasta, eliminare i cibi preconfezionati e affumicati e non aggiungere sale a insalate e altri cibi in tavola. Infine, fate attenzione alle etichette: spesso il sale è un ingrediente “nascosto” nelle preparazioni più impensabili.

Sale e bambini

Questi processi non sono appannaggio esclusivo degli adulti. Anche i bambini ne possono soffrire. Per questo motivo mangiare senza sale dovrebbe essere una abitudine da portare avanti sin dall’infanzia. Per questo motivo generalmente, se possibile, sarebbe meglio preparare il cibo per i bambini direttamente a casa, senza affidarsi a omogeneizzati e cibi preconfezionati.

In questo modo si può tenere sotto controllo l’assunzione di sale per i bambini. E, perché no, si può anche approfittare della fase dello svezzamento per rivedere le abitudini alimentari di tutta la famiglia.