Se sei un imprenditore o hai un’azienda, sicuramente ti sarai già reso conto di quanto le cose siano cambiate in un lasso di tempo relativamente breve. Lo sconvolgimento dei mercati dovuto soprattutto alla pandemia e la conseguente crisi economica hanno sovvertito l’ordine delle cose e perfino le attività più in salute hanno traballato. In uno scenario così incerto è quanto mai fondamentale fare in modo che il proprio brand venga riconosciuto e scelto tra tutti gli altri e in questo articolo ti spieghiamo l’importanza del personal branding e del corporate branding.

BrandMe, l’agency specializzata nel personal e corporate branding

Prima di soffermarci sull’importanza di queste due attività, vogliamo subito darti qualche indicazione che, probabilmente, ti serve fin da ora. Data per acquisita l’importanza del fare branding in generale, vogliamo consigliarti un’agency di fiducia, tutta italiana che può aiutarti in modo serio e concreto in queste attività.

BrandMe si occupa di personal networking, personal branding, social media marketing e web community, ha quindi conoscenze in tutti gli ambiti che possono portare il tuo brand al successo, anche in un momento tanto complesso come quello attuale.

BrandMe è stata nominata come Top Agency 2021 da Clutch, è la prima personal branding agency su Google ed è stata valutata come eccezionale su Trustpilot. Ma ora che sai chi può aiutarti, vediamo perché.

Personal branding e corporate branding, cosa sono

Quando parliamo di corporate e personal branding stiamo sostanzialmente parlando di una serie di attività finalizzate allo sviluppo del brand aziendale e personale.

Il brand rappresenta i valori dell’azienda che possono essere individuati visivamente, come il logo, lo slogan, ma non solo, racchiude anche la storia dell’azienda e la sua reputazione. Deve essere univoco e facilmente distinguibile. Più un brand viene ricordato dai consumatori, più ha possibilità di avere successo nella vendita dei suoi prodotti o servizi.

La parola chiave, quindi, è differenziarsi. Una volta che il brand viene riconosciuto, significa che si è distinto dai competitor. L’obiettivo delle aziende dovrebbe essere proprio quello di distinguersi, di rendere riconoscibile il proprio brand e di conseguenza ciò che vi sta dietro, servizi e prodotti.

Questo sarà fondamentale una volta che l’economia ripartirà e si dovranno fare i conti con l’elevata competitività dei mercati.

Occorre dunque promuovere il proprio brand, che sia personale o aziendale, mediante delle attività mirate. Questo insieme di attività si chiama branding. Cerchiamo di capire perché è così importante.

Fare branding di questi tempi

Fare branding, che sia personal branding o corporate branding è sempre importante, proprio per i motivi che abbiamo esposto prima, ovvero, per fare sì che i consumatori ci scelgano tra i nostri competitor, ma oggi è ancora più importante.

Analizziamo un attimo lo scenario che ci si staglia davanti. Come abbiamo detto poco fa, la pandemia ha scompaginato i mercati. Le ripetute chiusure hanno sancito il fallimento di diverse attività e, al contempo, ha determinato la fortuna di altre.

Un esempio su tutti? Basti pensare alla sofferenza del comparto del turismo e della ristorazione e, di contro, al boom che hanno avuto gli e-commerce, dai grandi colossi come Amazon a quelli delle piccole attività artigianali.

Bene, indovina, tra gli e-commerce delle piccole e medie aziende quali saranno quelli che vendono e venderanno di più? Ovviamente quelli delle aziende il cui brand è ben individuabile, che si distingue dagli altri, in una parola, che identifica a colpo d’occhio l’azienda tutta.

Naturalmente questo discorso vale anche per il personal branding, pensiamo a un libero professionista, a un avvocato, che vuole promuoversi. Fare personal branding in questo caso significa associare un nome e un cognome a un’attività, significa avere una reputazione sul web oltre che nella vita reale e significa parlare del professionista esattamente nei termini in cui si parlerebbe di un marchio.

Ovviamente, nel caso del professionista, si dovrà fare branding con tutte le mille sfaccettature che compongono il tutto, quindi con la vita sociale, con le attività, le attitudini, le amicizie, le collaborazioni, e perché no, anche i gusti personali riguardanti la cultura e la musica.

In parole spicciole si deve costruire una “personalità” esattamente come si costruirebbe un brand aziendale, in modo che si distingua e che funzioni a livello di marketing. Per esempio, questa attività di personal branding è fondamentale per i politici che, attualmente, sono fortemente proiettati sul web e sui social nello specifico.

Insomma, quello che oggi serve e uscire dall’appiattimento causato da tutte le situazioni che abbiamo preso in esame e aprirsi un varco perché solo chi saprà distinguersi potrà avere successo nel futuro prossimo.