Una delle cose più difficili è relazionarsi correttamente con le persone. In questo momento, poi, lo è ancora di più per via delle imposizioni di distanziamento sociale e delle restrizioni dovute al covid, in particolare per i giovani. Tuttavia, nonostante le difficoltà, si possono intessere relazioni amicali professionali, amorose, utilizzando in tutte lo stesso metodo: mettersi all’ascolto. Quando del resto si parla di influenzare le persone, dobbiamo distinguerne l’accezione positiva, quindi influenzare in modo piacevole, fare colpo, creare empatia.

Creare empatia mettendosi all’ascolto delle persone

Una legge della comunicazione inconfutabile asserisce che non si può non comunicare. Tutti comunichiamo, ma non tutti lo facciamo nel modo corretto. Spesso comunichiamo troppo, in modo troppo egocentrico, senza badare se l’altro, l’ascoltatore o gli ascoltatori, si stanno annoiando o abbiano un qualche interesse nell’ascoltare i nostri aneddoti.

Troppo spesso siamo presi da noi stessi, vogliamo fare colpo, magari sul capo, su una bella ragazza, su un collega, su un docente e così via. Questo genera una sorta di ansia da prestazione che ci porta, inevitabilmente, a porci nel modo sbagliato.

Il più delle volte siamo come un fiume in piena che esonda e travolge l’interlocutore di parole. Spesso parliamo solo e soltanto di noi, di come siamo, di cosa facciamo, di quali siano i nostri obiettivi e non ci fermiamo nemmeno un istante a riflettere che, probabilmente, anche l’altra persona vorrebbe dire la sua.

Dobbiamo imparare a porci nel modo giusto e la prima cosa che dobbiamo fare è parlare meno e ascoltare quello che gli altri vogliono dire.

Porsi all’ascolto non è facile

Mettersi in ascolto, fare silenzio e far sentire l’altro al centro dell’attenzione, non è facile. Ci vuole abilità, conoscenze, in una parola, empatia. Ci si deve predisporre ad ascoltare, ma non tanto per dare soddisfazione all’interlocutore, quanto per capire davvero cosa gli interessi, cosa abbia da dirci, come voglia farsi conoscere.

Se per esempio inizia a parlare dei suoi hobby, mostriamo interesse, magari facciamo anche delle domande in modo che comprenda che l’argomento è di nostro interesse. Forse non lo è per davvero, ma dare importanza a una persona, farla sentire al centro delle nostre attenzioni, servirà a creare un rapporto empatico.

Evitiamo di sovrastare gli altri nelle conversazioni. Moltissime persone lo fanno ed è una cosa davvero antipatica e poco piacevole. Saper cercare la stessa frequenza, mostrando piacere nell’ascoltare gli altri, è davvero importante.

Per farlo nel modo migliore diamoci un tempo, ascoltiamo per tot minuti quello che dicono gli altri, poi, in modo garbato, diremo la nostra.

Non dobbiamo fare colpo a tutti i costi

Non tutti possiamo piacere a tutti, questo è poco ma sicuro e dovremo sempre tenerlo presente quando ci relazioniamo agli altri. Ovviamente, ci sono quelle situazioni in cui si deve necessariamente trovare un compromesso, come per esempio sul lavoro.

Magari abbiamo un collega poco simpatico, o forse non lo conosciamo bene e ci lasciamo condizionare dal comportamento, che può essere dettato da mille motivi. Oppure abbiamo un capo burbero, o su cui vogliamo fare colpo a tutti i costi.

Ebbene, si deve lavorare di strategia, non mettendosi in mostra come fa il pavone, ma semplicemente sintonizzandosi sulla stessa lunghezza d’onda della persona alla quale ci stiamo relazionando.

Sentiamo prima cosa ha da dire e prendiamo spunto dalle sue parole per trovare dei punti d’incontro. Per esempio, se ha degli interessi particolari, cerchiamo di informarci in modo da avere un buon argomento in comune.

Una volta trovato un buon terreno di gioco, sarà decisamente più facile influenzare quella persona in modo positivo.

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