Tu soffri di prostatite o di cistite? Non è facile capire la differenza tra le due malattie. Per questo motivo, diciamo fin da subito che è doveroso chiedere la diagnosi di un medico. Sebbene, infatti, l’autodiagnosi sia molto pratica, non è quasi mai efficace. Inoltre, la sua correttezza si riduce ancor di più quando occorre porre una diagnosi differenziale. Per chi non lo sa, la diagnosi differenziale è la diagnosi che permette di individuare una malattia tra alcune molto simili tra loro. Si tratta di un processo complesso che mette a dura prova anche i medici, figuriamoci, quindi, com’è difficile per i non esperti.

Un tipico esempio di malattie per cui è molto importante porre la diagnosi differenziale sono la prostatite e la cistite. Prostatite e cistite sono spesso confuse tra loro perché manifestano sintomi molto simili. Abbiamo già visto, nelle scorse settimane, quali sono i sintomi, le cause e le cure per la prostatite. In questo articolo, cerchiamo di capire bene la differenza tra questa patologia e la cistite.

Come si manifestano prostatite e cistite

La cistite è un’infiammazione della vescica che colpisce soprattutto le donne, ma non solo. In alcuni casi, è doveroso parlare di cistite batterica, cioè quando la urinocoltura è positiva, mentre in altri casi, la cistite non è dovuta a cause batteriche. A seconda del tipo di cistite contratta, comunque, occorre seguire delle terapie differenti: nel caso di batteri si necessita di antibiotico.

Le cistiti coinvolgono anche i più piccoli. Bisogna ricordare che, nel caso dei bambini, le cistiti inducono una frequente necessità di minzione e dolore durante la minzione. Inoltre, ad accompagnare le cistiti nei bambini ci sono le infezioni delle vie urinarie. A causa di queste infezioni, spesso, i bambini presentano febbre molto alta.

Per quanto riguarda i pazienti adulti, invece, la cistite fa la sua comparsa tra i 20 e i 30 anni. Di solito, molto sottovalutano la sua presenza poiché ritenuta una malattia di semplice guarigione e senza gravi compromissioni del corpo. Tuttavia, è importante interpellare il medico, poiché spesso le cistiti possono rappresentare un sintomo di una patologia ben più grave o comunque di un’altra patologia che necessita di cure specifiche. In questi casi, la cistite si presenta in modo recidivante.

La cistite nel sesso maschile

Sebbene la cistite colpisca più di frequente il sesso femminile, quello maschile non ne è certo immune. Comunque, di solito, il sesso maschile è meno a rischio di contrarre infezioni alle vie urinarie poiché la sua uretra è molto più lunga di quella femminile. Questo comporta un difficile accesso per i batteri.

Nonostante ciò, ci sono casi di infezione delle vie urinarie che coinvolgono l’uomo, pertanto è bene stare in guardia.
Per quanto riguarda la cistite, invece, è noto che esiste un legame preciso tra prostatite e cistite nel maschio.

Nella maggior parte dei casi la cistite nel sesso maschile non è mai patologia isolata e singola. Al contrario, è sempre legata alla infiammazione o all’infezione della ghiandola prostatica. Dunque, non si tratta di cistiti semplici, ma si tratta pertanto di prostatiti acute-subacute o croniche. Queste prostatiti, però, si manifestano con i sintomi classici della cistite, che sono:

  • aumento della frequenza delle minzioni,
  • bruciori minzionali,
  • stranguria.

Comunque, queste cistiti maschili sono sempre associate ai disturbi di una prostata infiammata. Da ciò deriva che il paziente lamenta difficoltà nella minzione, che presenta un getto debole, talvolta ritardato nella sua partenza. Inoltre, spesse volte, i pazienti riferiscono la presenza di sangue nelle urine o nello sperma. Infine, anche tra i pazienti adulti, non mancano casi di febbre, che può arrivare a valori piuttosto elevati e accompagnarsi a dei brividi.