Negli ultimi tempi si parla moltissimo della liberalizzazione dei brevetti dei vaccini, qualcosa di molto importante per provare a frenare i contagi. D’altronde, la pandemia sta diventando sempre meno uguale in ogni parte del mondo, con una percentuale di vaccinati alquanto variabili. Ecco perciò tutto quello che occorre conoscere su una tematica di ampia attualità.

Solidarietà e vaccini: qual è il legame?

Negli ultimi anni la parola “solidarietà” è diventata sempre più frequente, soprattutto quando si parlava di relazioni tra i paesi più ricchi e quelli più poveri del mondo. Dopo tanto parlare, un’ottima occasione che potrebbe segnare un cambiamento epocale potrebbe essere quella dei vaccini, e in particolare della liberalizzazione dei loro brevetti. La tutela della salute, a livello mondiale, è qualcosa di importantissimo, anche se attualmente ci sono tanti paesi che vivono in una situazione sanitaria non proprio eccellente. Ecco perché è lecito partire da una concreta forma di condivisione, che possa portare tutti ad accedere a determinate cure.

Vaccini per tutta la popolazione mondiale

Con l’evoluzione costante della pandemia da Covid-19, diventa fondamentale stare al passo dell’evoluzione scientifica. Senza dimenticare anche la possibilità di garantire una vaccinazione a larga scala in tutto il mondo, così da poter realmente uscire da un incubo che da oltre un anno ha cambiato le vite di ogni persona. Prima Joe Biden, successivamente il leader francese, Macron, si sono espressi chiedendo la liberalizzazione dei brevetti dei vaccini. Anche l’Italia ha manifestato la sua idea favorevole in tal senso, così da non penalizzare sempre i paesi più poveri.

Il pericolo delle varianti e l’importanza dei vaccini

Ci sono alcuni aspetti fondamentali che bisogna prendere in considerazione su questo tema. A partire dal fatto che le mutazioni del virus diventano molto aggressive e pericolose nel caso in cui manchino piani vaccinali alquanto efficaci. Queste varianti spaventano periodicamente il mondo, soprattutto perché provengono da paesi dove il tasso di vaccinati è ancora molto basso. La produzione su larga scala viene incrementata proprio dalla capacità delle aziende farmaceutiche di adattare le formulazioni alle varianti del virus.

Nessun danno per le aziende farmaceutiche

Altra considerazione molto importante è che la liberalizzazione non è assolutamente un danno per le aziende farmaceutiche. Bensì, potrebbe diventare un’ottima possibilità di guadagno. Si può fare l’esempio di un paese come l’India che, negli ultimi anni, si è affermato come uno dei principali produttori di farmaci generici. Le grandi aziende locali che si occupano di questa produzione, potrebbero trovare proprio nei vaccini contro il Covid-19 una duplice opportunità, ovvero offrire una soluzione per la popolazione e inserirsi in un ricco mercato, dai profitti sicuri.

Un passo importante con un occhio al prossimo

La corsa al vaccino, fin dal primo giorno di lockdown è stato l’obiettivo di qualsiasi persona. Tornare ad una vita normale, fatta di relazioni sociali e anche di piccole abitudini, ormai accantonate, è qualcosa di molto importante per chiunque. I tempi che hanno portato a vaccini efficaci sono stati molto brevi e i risultati sono stati possibili grazie anche a dei finanziamenti pubblici a livello globale. Motivo per cui, le aziende farmaceutiche che si sono adoperate per questo tipo di lavorazione potrebbero anche pensare a restituire il “favore” e fare in modo che chiunque possa accedere al vaccino. Solo così si potrà realmente pensare di sconfiggere una volta per tutte la pandemia e provare a tornare alla normalità.

Di sicuro non si tratta di una scelta facile, ma prendere la decisione di liberalizzare i brevetti dei vaccini potrebbe portare un enorme vantaggio nella lotta contro il Covid-19 che al momento imperversa in tutto il mondo. In particolare in quelle nazioni con meno risorse economiche a disposizione.