Breve viaggio fra storia, coste e entroterra

 La penisola che, dalle estreme propaggini meridionali della Puglia si protende fra i due mari Jonio e Adriatico, il Salento, si caratterizza in maniera peculiare per il suo fascino e complessità, dall’intreccio di storia, arte, natura, antiche produzioni locali, tradizione. I suoi confini come riportato anche su Immagina Salento sono storicamente individuabili a nord dalla linea che congiunge l’antica Egnazia alla città di Taranto, e a sud dal Capo di Leuca, Finibus Terrae, ricomprendendo in tal modo tre province (Brindisi, Taranto e Lecce), per quanto il senso comune tenda a ridimensionare l’area salentina pressoché al territorio leccese.

Relativamente all’origine del nome, diverse sono le interpretazioni: Salento potrebbe riferirsi al nome di un mitico capo messapico, Re Sale, oppure, da “salum” (“mare” in latino), potrebbe denotare l’originaria natura acquitrinosa delle coste o rappresentarsi come “terra fra due mari”.

I quali si abbracciano nell’azzurro del canale d’Otranto, poco più a nord dell’ultimo lembo di terra, sul cui promontorio s’innalza il faro di Leuca (al di sopra di Punta Mèliso e Punta Ristola).

Crocevia culturale

Del resto, il mare, la posizione geografica, hanno fortemente condizionato la storia della penisola, interessata da antiche rotte commerciali marittime, e punto di scambio con fiorenti popolazioni mediterranee; arricchendone le tradizioni e il retaggio culturale. Non è immeritato, d’altronde, l’appellativo “porta d’Oriente” per la città di Otranto, fascinosa e ricca di storia, i cui echi risuonano fra le stradine del tracciato fra le mura e la rada vegetazione della roccia digradante sul mare.

L’arcaicità del territorio salentino si mostra anche nei ritrovamenti neolitici di grotte sul mare – come la celeberrima Grotta dei Cervi di Porto Badisco o quelle di Roca -, in realtà piuttosto numerose lungo le due coste, spesso collegate in veri e propri sistemi, identificate da nomi e leggende, paradiso per studiosi e amanti dell’immersione.

Carsismo e varietà delle coste

Le grotte sono legate alla natura carsica del territorio, e a silenziose fonti d’acqua sotterranee, che, non poche volte, risorgono in prossimità di spiagge e caverne marine.

La lunghissima costa salentina è piuttosto varia, presentandosi, al di sotto del brindisino lungo la sponda adriatica, in lunghi tratti d’arenile fine alternato a bassa scogliera e impervi costoni di roccia a precipizio sul mare, via via verso sud, con calette e candidi faraglioni tufacei nel bel mezzo del mare. Superando la punta di Santa Maria di Leuca la costa rocciosa continua risalendo il litorale jonico, inframezzata di lidi, piccole baie sabbiose.

Lidi d’acqua trasparente

Numerose sono le spiagge rinomate, spesso dominate da antiche torri d’avvistamento. Brevemente si menzionano le principali località marittime, a cominciare dalla riviera d’oriente: San Cataldo (marina della città di Lecce, con vestigia del Porto di Adriano), l’azzurra San Foca, Roca (importante località archeologica), Torre dell’Orso, Torre Sant’Andrea, Alimini (e suo complesso di laghi), Otranto (si menzionano inoltre Cattedrale, Castello Aragonese e porto), Tricase e le sue incantevoli marine (Marina di Novaglie, Il Ciolo), Castro, Santa Maria di Leuca, San Gregorio.

Sulla riviera ponentina si succedono da sud a nord altrettante bellezze costiere: Marina di Pescoluse, Torre San Giovanni, Gallipoli, Rivabella, Lido conchiglie, le località di Nardò (Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, l’importante Parco regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, Lido Sant’Isidoro), Porto Cesareo (con la prospiciente Isola dei Conigli), Punta Prosciutto e Campomarino (avvicinandosi alla greca Taranto).

Salento è anche entroterra

Ma il Salento sorprende anche per i tesori dell’entroterra, oltre paludi superstiti (ora importantissime riserve naturali), dalle quali s’affacciano le specie della macchia mediterranea, proseguendo nella campagna percorsa da muretti a secco, presenziata da masserie, oliveti, menhir e dolmen, numerosi siti d’interesse archeologico (quale terra crocevia di popolazioni come i Messapi, Greci, Latini, Bizantini, per citarne i più antichi). I centri abitati, cento comuni nella sola Lecce (il capoluogo è alta espressione del Barocco), in gran parte piccole comunità, custodiscono preziosi centri storici, palazzi e castelli, biblioteche, musei, imponenti ville (come il complesso de Le Cenate), lingue “minoritarie”, tradizione agricola ed artigianale, riti religiosi e musicali, cultura gastronomica.