Nel 1994 ho acquistato la mia prima casa. Posso affermare con estrema sincerità che l’ho vista “crescere” giorno dopo giorno, perché avevo stipulato, con il costruttore, l’atto preliminare di acquisto, vedendo solo il disegno tecnico dell’immobile che doveva essere costruito.

La mia esperienza

Ricordo che quasi ogni giorno mi recavo presso il cantiere per vedere come avanzavano i lavori di costruzione e ricordo la gentilezza e la professionalità del geometra responsabile che mi delucidava in maniera tecnica e precisa circa le operazioni che in quel momento stavano compiendo. Dopo circa sedici mesi ero seduto presso uno studio notarile per sottoscrivere l’atto di compra-vendita. La scorsa primavera, casualmente, ho letto un annuncio immobiliare che pubblicizzava la vendita di una casa domotica.

Oltre che dalla bellissima posizione panoramica in cui era sita detta casa, la mia attenzione fu richiamata dal quel termine a me nuovo: domotica. Non ho resistito alla tentazione e sono entrato all’interno dell’agenzia immobiliare per chiedere delucidazioni in merito alla casa domotica. Dopo i saluti di rito, l’agente immobiliare mi ha invitato a sedere e, previa mia precisa richiesta, mi ha spiegato come è concepita una casa domotica, sottolineando il fatto che, realizzare una casa domotica, equivale a rendere intelligente la propria casa.

Stupido da tale affermazione, non potevo non chiedere come una casa può diventare intelligente e, dopo un sorriso gentile, l’agente ha iniziato ad illustrarmi quanto segue:

La casa “intelligente” può essere controllata dall’utente tramite apposite interfacce come ad esempio, pulsanti, telecomandi, touch screen, tastiere, riconoscimento vocale), che realizzano il contatto (invio di comandi e ricezione informazioni) con il sistema intelligente di controllo, basato su un’unità computerizzata centrale oppure su un sistema a intelligenza distribuita. I diversi componenti del sistema sono connessi tra di loro e con il sistema di controllo tramite vari tipi di interconnessione (ad esempio rete locale, onde convogliate, onde radio, bus dedicato, ecc.). È stato sviluppato il protocollo KNK per l’interconnessione dei diversi componenti in un ambiente dove è presente la domotica.

Per non parlare poi della pulizia degli ambienti interni grazie alle scope elettriche, ai robot lavapavimenti e ai robot aspirapolvere; qui infatti puoi scoprire un approfondimento per scegliere il modello ideale.

Il sistema di controllo centralizzato, o anche l’insieme delle periferiche in un sistema ad intelligenza distribuita, provvede a svolgere i comandi impartiti dall’utente (ad esempio accensione luce cucina oppure apertura tapparella sala), a monitorare continuamente i parametri ambientali (come allagamento oppure presenza di gas), a gestire in maniera autonoma alcune regolazioni (ad esempio temperatura) e a trasmettere eventuali segnalazioni all’utente o ai servizi di tele-assistenza. I sistemi di automazione sono di solito predisposti affinché ogniqualvolta venga azionato un comando, all’utente ne giunga comunicazione attraverso un segnale visivo di avviso/conferma dell’operazione effettuata (ad esempio LED colorati negli interruttori, cambiamenti nella grafica del touch screen) oppure, nei casi di sistemi per disabili, con altri tipi di segnalazione (ad esempio acustica).

Un sistema dove è presenta la domotica si completa, solitamente, attraverso uno o più sistemi di comunicazione con il mondo esterno (ad esempio messaggi telefonici pre registrati, SMS, generazione automatica di pagine web o e-mail) per permetterne il controllo e la visualizzazione dello stato anche da remoto. La domotica utilizza sistemi avanzati che svolgono la funzione di router che permettono la connessione di tutta la rete domestica al mondo esterno, e quindi alle reti di pubblico dominio. Esempio di funzioni di un impianto di illuminazione intelligente: accensioni multiple anche automatiche di luci in base all’instaurarsi di condizioni specifiche scenari (es. ci sono ospiti, diamo un party, mi vedo un DVD); autoaccensione secondo schemi copiati dalla realtà delle luci dopo il riconoscimento automatico di una prolungata assenza; centralizzazione dello spegnimento o auto spegnimento delle luci quando viene riconosciuta l’assenza di utenti; gestione completamente autonoma e automatica dell’illuminazione.

AGI e comfort

L’agente, ha tenuto a precisare, che la domotica è un insieme di agi e confort, di sicurezza e risparmio.

Agi e comfort perché con delle semplici applicazioni che si installano sul nostro telefono cellulare o con un comando vocale, possiamo accendere o spegnere le luci, sollevare o abbassare le tapparelle delle finestre, attivare o disattivare il riscaldamento o i condizionatori.

Sicurezza perché possono essere installati appositi rilevatori di fumo, rilevatori per fughe di gas, rilevatori per perdita di acqua. Risparmio perché la domotica partecipa intelligentemente al risparmio energetico, abbattendo in parte quelle cifre che siamo soliti ritrovarci in bolletta.

Conclusioni per terminare l’articolo

Dopo aver ringraziato e salutato, sono rientrato nel mio appartamento e, guardando ed osservando le stanze, ho deciso di rendere intelligente la mia casa. Ho acceso il mio pc, ho consultato siti specifici circa la domotica ed ho iniziato a comperare online tutto ciò che poteva partecipare a rendere la mia casa intelligente, cioè tutto ciò che poteva dare confort, sicurezza e farmi risparmiare qualche euro sui consumi.