Grazie al cosiddetto decreto Sostegni del Governo italiano, guidato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, sono già partite le prime erogazioni dei contributi a fondo perduto a favore delle imprese che, in possesso dei requisiti, hanno presentato la relativa richiesta. La maggioranza delle imprese ha scelto, come modalità di erogazione dei contributi a fondo perduto, l’accredito su conto corrente. Ma in realtà i contributi a fondo perduto si possono utilizzare pure in compensazione tramite il modello unificato F24. Così come, se assegnati indebitamente, i contributi a fondo perduto possono e devono essere restituiti.

Ecco i codici tributo per compensare o per restituire spontaneamente i contributi a fondo perduto

Non a caso l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione numero 24 del 12 aprile del 2021, ha istituito i codici tributo per la compensazione e per la restituzione dei contributi a fondo perduto. In particolare, il codice tributo per la compensazione è ‘6941‘, mentre i codici tributo ‘8128‘, ‘8129‘ e ‘8130‘, con le modalità previste, devono essere invece utilizzati per la restituzione.

Come ristoro dei danni economici generati dalla pandemia di Covid-19, i contributi a fondo perduto con il decreto Sostegni possono essere chiesti ed ottenuti da tutti i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, d’arte o professioni, oppure producono reddito agrario. L’ammontare del contributo erogabile è parametrato in base ai compensi o ai ricavi dichiarati nel 2019 e comunque nel rispetto di un calo dei corrispettivi 2020 pari ad almeno il 30% anno su anno.

Compensazione contributi a fondo perduto decreto Sostegni con il codice 6941

Nel dettaglio, il codice tributo ‘6941’ è denominato ‘Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – credito d’imposta da utilizzare in compensazione – art. 1 DL n. 41 del 2021‘, e deve essere utilizzato dai beneficiari dei contributi che, con scelta irrevocabile, hanno optato per la compensazione del credito, tramite il modello F24 presentato solo ed esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anziché per l’accredito diretto sul conto corrente del richiedente.

Nella sezione Erario del modello F24, il codice tributo deve essere riportato nella colonna indicate gli ‘importi a credito compensati‘. L’ammontare esatto del contributo a fondo perduto che si può portare in compensazione è reperibile dal proprio ‘Cassetto fiscale‘. Al riguardo c’è da fare attenzione in quanto l’F24 in compensazione sarà scartato nel caso in cui il contributo utilizzato in compensazione dovesse essere superiore all’importo che è stato effettivamente riconosciuto.

Come avviene la restituzione dei contributi a fondo perduto con l’F24 Elide

Per la restituzione dei contributi a fondo perduto, invece, i codici tributo istituiti sono 3 in quanto ci sono da calcolare pure le sanzioni e gli interessi. Nel dettaglio, il codice tributo ‘8128’ si riferisce alla quota capitale dei contributi a fondo perduto da restituire, il codice tributo ‘8129’ è quello relativo agli interessi, ed il codice tributo ‘8130’ riguarda invece le sanzioni. I codici tributo devono essere esposti e quindi indicati nel modello F24 Elide, ovverosia l’F24 Versamenti con elementi identificativi.

Al riguardo FiscoOggi, che è il Quotidiano telematico dell’Agenzia delle Entrate, precisa che le imprese che, in tutto o in parte, hanno percepito senza averne di diritto i contributi a fondo perduto varati con il decreto Sostegni, possono sanare la loro posizione procedendo alla restituzione spontanea. E nel farlo, tra l’altro, per le sanzioni è possibile pagare quelle ridotte che sono previste dall’istituto del ravvedimento operoso.

La risoluzione del Fisco numero 24 sopra citata, recante l”Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, e per la restituzione spontanea, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, del contributo non spettante’, si può visionare e si può scaricare dal sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.