La professione dell’avvocato, già da qualche tempo, non è più esercitata solamente in modo generico, ma ci sono sempre più avvocati specializzati in un determinato segmento. Uno di questi settori è il diritto del lavoro, ambito molto delicato e per il quale occorre una specifica preparazione. Ma cosa fa di preciso quello che viene definito avvocato del lavoro e quando serve una sua consulenza? Lo vediamo qui assieme.

Avvocato del lavoro, di cosa si occupa

L’avvocato del lavoro è un professionista che ha una preparazione specifica e specifiche competenze nel diritto del lavoro. In buona sostanza si occupa di tutte quelle situazioni che riguardano controversie tra datore di lavoro e dipendenti, o semplicemente assiste le aziende offrendo consulenza specifica riguardo, per esempio, clausole dei contratti, acquisizioni ecc.

Tra gli argomenti più delicati, indubbiamente, ci sono i licenziamenti, sia quelli individuali che quelli collettivi, in particolare in questo delicato momento in cui dovrebbero essere bloccati, ma spesso la normativa non è esaustiva nelle spiegazioni e si creano episodi che hanno bisogno di un chiarimento professionale.

Naturalmente anche i contratti sono una tematica che viene affrontata dall’avvocato del lavoro, così come la consulenza per infortunio e la prevenzione degli infortuni. Possono essere materia di consulenza anche i provvedimenti disciplinari, quando il lavoratore intenda contestarli, ma anche il mobbing, tema decisamente attuale, così come casi di lavoro in nero.

Insomma, come si evince, ci sono tantissimi aspetti che vengono inclusi nell’ambito di competenze dell’avvocato del lavoro. Ma quando serve una sua consulenza? E soprattutto, a chi rivolgersi?

Avvocato del lavoro a Firenze

Per chi cerca un avvocato del lavoro Firenze, abbiamo noi un suggerimento: l’avvocato Valeria Foti. Laureata dal 2003 presso l’Università degli Studi di Firenze, ha conseguito l’abilitazione alla professione nel 2007. Dopo aver svolto la professione in collaborazione con rinomati studi legali specializzati nel contenzioso tributario e nel diritto del lavoro e della previdenza, oggi si occupa prevalentemente di questi ultimi due aspetti.

La scelta dell’avvocato è fondamentale perché si deve trovare un professionista che sia sempre aggiornato, che abbia la giusta dose di empatia e una certa esperienza nel settore.

Quando ci si può rivolgere all’avvocato Foti quindi? Sicuramente quando insorge una controversia, cercando di intervenire quanto più celermente possibile. Soprattutto in determinati casi occorre essere solerti e rapidi poiché vi sono dei termini di tempo da rispettare entro i quali, appunto, presentare denuncia o ricorso.

Per esempio, nel caso di un licenziamento che viene considerato illegittimo dal dipendente, ci sono 60 giorni di tempo, dal momento in cui questi abbia ricevuto la lettera, per opporsi. In questo caso, per farlo, basta inviare al datore di lavoro una comunicazione, ma ovviamente è sempre bene chiedere prima una consulenza professionale.

La lettera, infatti, dovrebbe essere sempre redatta da un professionista in modo da contenere tutti i dati e i dettagli nella giusta forma. Un vizio di forma può costare la perdita della causa. Inoltre, prima di prendere qualsiasi tipo di decisione, è bene parlare della situazione con illegale che saprà sicuramente consigliare la via migliore.

Come agisce l’avvocato del lavoro

Ovviamente non tutte le situazioni sono uguali, quindi, ogni causa seguirà un suo iter specifico. Un’attenta analisi della situazione con la visione di eventuali prove a supporto della tesi del cliente, potranno indirizzare l’avvocato verso una strategia piuttosto che un’altra.

In generale le strade sono tre: la conciliazione, l’arbitrato o, se non vi sono alternative, il tribunale. Quest’ultimo caso si contempla quando il datore di lavoro rifiuta la conciliazione o l’arbitrato, ovvero, quando non si trova un punto di incontro tra le controparti.

In questo caso la soluzione della controversia viene affidata al Tribunale ordinario in funzione di Giudice Unico del Lavoro in primo grado, in appello, invece, deciderà la Corte d’Appello.