Ogni materiale, quando entra in contatto con degli agenti ossidanti , comincia a corrodersi. Tale fenomeno avviene principalmente sui materiali di tipo metallico e comincia a manifestarsi con le prime tracce di ruggine.

Il test di corrosione in nebbia salina altro non è che una prova standardizzata che ricrea in laboratorio le condizioni che normalmente si manifestano in natura. Tale verifica sottopone i materiali e i relativi rivestimenti allo stress degli agenti ossidanti, col fine di studiarne la resistenza.

 

Su quali materiali si applica

 

Generalmente, si tratta di metalli rivestiti superficialmente da vernici anticorrosive, le quali hanno la funzione di mantenere integra l'estetica del materiale in questione e di ritardarne il processo deterioramento.

 

Come funziona

 

Innanzitutto, prima di entrare nel merito del discorso, occorre definire l'aspetto più importante: questo tipo di test gioca sul binomio sale-acqua. I tecnici, servendosi di una camera e di determinati strumenti da laboratorio, ricreano le condizioni atmosferiche e gli agenti chimico-fisici che ritroviamo in natura e che agiscono sui materiali.

 

Preso un determinato oggetto da esaminare, lo si introduce nella camera isolata per sottoporlo ad una temperatura costante e predefinita a seconda delle necessità. L'ambiente inizia così a ricreare le condizioni basilari per le prime verifiche. Man mano che la prova va avanti, grazie alla presenza di un serbatoio contenente una soluzione salina, aumenta la percentuale di sale nella camera. Di conseguenza, viene a crearsi una nebbia corrosiva ad alta percentuale salina. Ad ogni modo, la percentuale di sale deve rispettare determinati parametri, i quali variano a seconda della norma prevista dal metodo applicato. Ad esempio, per la norma ISO 9227 la concentrazione di sale deve essere esattamente di 50g/L.

Inoltre, la durata della prova va definita a seconda del materiale che si vuole esaminare. Più il campione è resistente alla corrosione, maggiore sarà la durata del test.

 

Come vengono posizionati i campioni all'interno della camera

 

Secondo la normativa europea vigente, i materiali da analizzare devono essere obbligatoriamente sistemati con un'angolatura compresa tra i 15° e i 25°. Grazie a questo tipo di posizionamento, il campione verrà attaccato con maggiore efficacia dagli agenti ossidanti e di conseguenza si manifesteranno le tracce di corrosione. Lungo la superficie del particolare si formerà una patina di acqua e sale. Tale soluzione causerà la dissoluzione del ferro e la formazione della ruggine.

Anche in questo caso, il risultato ottenuto al termine della prova va confrontato con i requisiti richiesti dalla normativa. Se è tutto conforme, allora il campione ha superato il test.

 

Test per i campioni verniciati

 

Nel caso di campioni verniciati, il test di corrosione con la nebbia salina serve a verificare la propagazione della corrosione sottopellicolare. Prima di porre il particolare sotto stress, è opportuno fare un'incisione in un punto. Tale segno, definito comunemente anche "croce di Sant'Andrea", serve per simulare un eventuale danno al materiale e la propagazione dei fenomeni corrosivi in tale area d'interesse. Quando il test termina, si va a controllare l'area sottopellicolare circostante all'incisione fatta e, confrontando il risultato ottenuto con i requisiti della normativa, si stabilirà se il campione avrà superato o meno la prova.

 

La durata

 

Come già accennato, la durata della prova non è unica. Essa varia a seconda del campione che si va ad analizzare, dalle sue caratteristiche e dalle performance che gli esperti desiderano raggiungere dal materiale. Per questo motivo, vi sono test che durano poche ore, e altri che invece possono durare anche più di un mese.

 

Le norme più utilizzare per i test di corrosione in nebbia salina

 

Giunti a questo punto, è facile comprendere che vi sono molteplici norme, e che esse variano a seconda delle necessità e delle caratteristiche del particolare. Tra le normative maggiormente adoperate figura la UNI EN ISO 9227:2017. Trattasi della normativa che definisce i requisiti degli strumenti e delle apparecchiature , dei reagenti che si vanno ad utilizzare, e dei passaggi fondamentali che devono essere rispettati nell'esecuzione delle seguenti prove: in nebbia salina neutra (NSS); in nebbia salina-acetica (AASS); in nebbia cupro salina-acetica (CASS).

Di seguito un breve elenco di quelle che sono le altre norme principali e maggiormente adottate per queste tipologie di test: ASTM B 117; CEI EN 60068-2-11; CEI EN 60068-2-52; EN 248; RTCA/DO 160; MIL-STD-202-G.

 

Giunti a questo punto è facile comprendere che il test di corrosione in nebbia salina oltre ad essere una prova d'avanguardia tecnologica, rappresenta anche un importante passo avanti per le industrie nella produzione di materiali sempre più resistenti, e che possano rispondere meglio sia alle esigenze dei clienti che alle circostanze atmosferiche.

 

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