Ci sono tante cose di cui ignoriamo l’esistenza, ma che conoscere può essere, comunque, molto utile. Una di queste cose è il test di tenuta industriale, o leak test, per dirla in Inglese. Ovviamente, trattandosi di un argomento alquanto tecnico, non tutti sanno di cosa stiamo parlando. Ebbene, si tratta di un particolare processo industriale finalizzato alla verifica e alla misurazione della tenuta pneumatica dei componenti che vengono prodotti in quella determinata azienda, vediamo i dettagli.

Test di tenuta industriale, il collaudo

Il test di tenuta industriale è un particolare processo atto a verificare la tenuta, appunto, dei componenti prodotti in una determinata industria, tale test viene chiamato anche test di rilevamento delle perdite.

Soprattutto in determinati ambiti è molto importante controllare i processi di produzione, del resto gli addetti ai collaudi hanno un ruolo chiave a prescindere da ciò che si produce. Chiaramente, se si tratta i materiali o componenti di articoli che sono denominati pericolosi, molto pericolosi o ad alto valore tecnologico, il controllo di qualità è cruciale.

In quali ambiti si effettua il controllo di tenuta

Il controllo di tenuta o test di tenuta in principio è stato applicato nei processi produttivi di alcune industrie quali quella aerospaziali, meccanica, nel settore medico, in quello automobilistico, oleodinamico, così come nelle fonderie, nel settore pneumatico, elettronico, del gas, insomma, in settori tanto diversi quanto importanti.

Questo almeno fino agli anni ’80 quando si decise di estendere le prove di tenuta anche ad ambiti di produzione meno cruciali, comprendendo quanto tale applicazione anche ad altri settori sarebbe stato vantaggioso, sebbene non si trattasse di processi produttivi considerati pericolosi.

Attualmente, quindi, com’è facile immaginare, l’elenco delle aziende che applicano questo protocollo di leak test si è decisamente allungato.

Come funzionano i test di tenuta

Abbiamo detto che una prova di tenuta è un tipo di test che serve a verificare la tenuta pneumatica di un determinato elemento. In sostanza vi sono due tipi principali di apparecchiature atte alla verifica, il primo è un sistema di verifica che viene di norma controllato da un operatore e che evidenzia il punto di perdita mediante le diverse prove, come quella in acqua con pezzo in pressione, giusto per citarne uno.

Il secondo è mediante sistemi automatici con l’indicazione di merce, rifiuti e valore della perdita.

Il sistema assoluto

Oltre a quanto già detto in precedenza, per non addentrarci troppo nei tecnicismi, vi è un test, il sistema assoluto, che è tra i più immediati ed economici per misurare la tenuta in pressione. Tale sistema, infatti, prevede una fase di prova nella quale viene misurata la caduta di pressione all’interno del pezzo testato.

Che cos’è il tasso di perdita

In tutti i processi industriali il tasso di perdita zero non esiste e, quand’anche esistesse, misurarlo sarebbe davvero difficile. La fuoriuscita ammissibile del pezzo andrebbe quindi definita sempre in modo preventivo, seguendo quelle che sono le tabelle della normativa. Ci si deve quindi addentrare in calcoli e formule che richiedono l’assistenza di esperti del settore.

Fortest è la soluzione ideale per le prove di tenuta nel collaudo industriale applicabile a diversi settori industriali come per esempio l’automotive o nei settori applicativi del packaging. Facciamo un rapido esempio concreto:

  • Bicchiere di vetro, testato con T8990 mediante un test di tenuta a calo assoluto di pressione standard level, con pressione misurata in 0,2 bar e una perdita di 0,5 bar.

Si tratta solo un esempio di quello che gli strumenti Fortest possono fare nei diversi campi di applicazione. Trovi ulteriori dettagli ed esempi sul portale web fortest.it dove potrai anche visionare dei video che semplificano tutte le applicazioni dei prodotti Fortest.