La fusione in conchiglia è una delle lavorazioni più importanti della fonderia industriale italiana. Questo tipo di procedura rappresenta una delle migliori opzioni per la produzione in serie di oggetti in alluminio, tanto da indurre le fonderie a trovare soluzioni sempre più sofisticate e innovative per questa tecnica.

Ma in cosa consiste questa tipologia di lavorazione? Ci sono più vantaggi o svantaggi nella fusione in conchiglia?
Di seguito alcuni approfondimenti per rispondere a queste domande e per chiarire meglio alcuni aspetti di questo particolare trattamento dell’alluminio.

Che cos’è esattamente la fusione in conchiglia?

Si tratta della fusione dell’alluminio a 680°C tramite la cosiddetta ‘conchiglia’, ovvero l’unione delle due metà di uno stampo in acciaio. Nello specifico l’alluminio colato va a distribuirsi nella conchiglia, a sua volta inserita nel meccanismo di presse dette ‘conchigliatrici’, e nel contempo i residui di gas fuoriescono dai canalini di sfiato. Dopo la solidificazione e il raffreddamento, il pezzo è pronto per essere estratto e passare all’ultimo ‘step’ della procedura, ovvero la lavorazione di finitura.

Alcune fonderie utilizzano una metodologia detta ‘fusione per gravità’: in parole povere l’alluminio cola nello stampo sospinto dalla sola forza di gravità esercitata dal proprio peso e non a seguito di sollecitazioni esterne. Una di queste fonderie è Gaibotti Fonderia Metalli, fin dal 1929 all’avanguardia in fatto di fusione in conchiglia dell’alluminio.

Quali sono i vantaggi della fusione in conchiglia?

La tecnica della lavorazione in conchiglia presenta numerosi vantaggi rispetto ad altri processi produttivi dell’alluminio. I costi di produzione, tanto per cominciare, sono inferiori rispetto alla ‘lavorazione dal pieno’, tecnica che implica un grande dispendio di energia per i tempi lunghi della procedura. La differenza tra le due lavorazioni si traduce anche in un risparmio di materiale a favore di quella ‘in conchiglia’, vista la possibilità di riciclare gli scarti e riutilizzarli per ulteriori fusioni.
Un’altra peculiarità interessante di questo processo è data dalla compattezza e dalla solidità dello stampo in acciaio, contrariamente allo stampo in resina impiegato nella ‘fusione in terra’, capace di garantire migliaia di cicli di fusione dell’alluminio.

Un’importanza fondamentale nell’economia della fusione in conchiglia è da ascrivere alle speciali vernici isolanti utilizzate per rivestire lo stampo; in questo modo non c’è rischio che pezzo e stampo finiscano per fondersi in un unico blocco.

La fusione in conchiglia vanta poi un procedimento di finitura superficiale di buon livello; uno degli immediati vantaggi che ne derivano è la bassa percentuale di porosità, ovvero il rapporto tra il volume complessivo di un dato materiale e quello dei vuoti presenti in una specifica porzione dello stesso materiale.

Durante questo procedimento di fusione dell’alluminio, inoltre, non si formano bolle di gas; questo dato determina una notevole uniformità di spessore del prodotto finito.

Ci sono svantaggi nella fusione in conchiglia dell’alluminio?

Questo processo produttivo, al netto degli aspetti positivi appena elencati, è piuttosto ‘limitante’ sotto alcuni punti di vista. I singoli pezzi, per esempio, per motivi legati alla precisione non possono avere uno spessore inferiore ai 4 mm, e per la stessa ragione è opportuno realizzare fori dal diametro non troppo ridotto.

Di contro, le dimensioni limitate delle presse conchigliatrici non permettono la produzione di pezzi finiti superiori ai 70 cm, possibilmente dalle forme geometriche essenziali.

Ultimi suggerimenti per il consumatore

Visto il gran numero di fonderie capaci di realizzare la fusione in conchiglia, potrebbero essere utili alcuni consigli per scegliere quella che sia più in linea con le proprie necessità. Una soluzione ottimale, ad esempio, può essere una fonderia capace di offrire la sua consulenza al cliente fin dalla progettazione dell’oggetto da realizzare.

Nella scelta della miglior fonderia è molto importante, inoltre, la capacità di venire incontro non solo a esigenze logistiche (la mancanza di un proprio magazzino) ma anche a esigenze legate alla tempistica (veloci tempi di consegna).