Non è un segreto che ci siano in atto importanti cambiamenti climatici: l’allarme è scattato da diversi anni e negli ultimi tempi anche grazie a voci autorevoli di scienziati e studiosi si sta facendo molto per cercare di invertire la rotta del riscaldamento globale.

Cambiamenti climatici: cosa sta succedendo

Le temperature sono in aumento e queste vanno a causare diversi cambiamenti climatici che possiamo toccare con mano nella quotidianità. Se nelle nostre città si avvertono già i primi segni come le estati sempre più torride, i temporali sempre più disastrosi e le catastrofi come trombe d’aria e allagamenti, ci sono altre zone del mondo che sembrano subire impatti altamente importanti e che non andrebbero per nessuna ragione dimenticati.

Entrando nel dettaglio: la vita sulla terra è fattibile grazie alla giusta distanza dal Sole, alla presenza dell’atmosfera e da quella del ciclo dell’acqua. Da circa 4 miliardi di anni si è innescato l’effetto serra. Se da una parte questo fenomeno non può essere arginato, dall’altra noi persone abbiamo contribuito in modo concreto al surriscaldamento del pianeta e di conseguenza al cambiamento climatico. Se l’effetto serra naturale non è possibile controllarlo, quello antropico è strettamente collegato all’inquinamento e alle tonnellate di anidride carbonica e gas serra prodotti. Secondo alcuni studi il global warming è causato per il 97% proprio dall’uomo.

Conseguenze del riscaldamento climatico

Sono numerose le conseguenze del cambiamento climatico: senza l’intervento tempestivo si potrebbe registrare un aumento delle temperature importanti tra il 2030 e il 2050. Le prime conseguenze sono però già tangibili: ogni anno le maree costiere mostrano un aumento a causa del ghiaccio marino in diminuzione. Queste problematiche vanno a causare l’innescarsi di eventi meteorologici estremi come cicloni ed alluvioni che stanno arrivando sempre più frequentemente anche in Europa.

Ci sono soluzioni? Se le cause sono strettamente collegate al consumo di carbone, petrolio e gas è chiaro che le migliori soluzioni sarebbero collegate al limitare l’utilizzo di queste risorse andando ad utilizzare fonti di energia alternativa. Allo stesso tempo, bisognerebbe smettere di abbattere foreste ed utilizzare allevamenti intensivi e fertilizzanti.

Ad occuparsi del tema è tutto il mondo che durante la Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite ha firmato un accordo che ha lo scopo di raggiungere la decarbonizzazione e limitare i danni andando a fare di tutto per limitare l’aumento della temperatura a “soli” 2 gradi cercando in tutti i modi di restare nell’intervallo di +1,5.

Il cambiamento climatico in Italia

Il tema del cambiamento climatico è fortemente sentito anche in Italia; a trattare l’argomento è meteolivevco.it che ha mostrato attraverso alcune riprese aeree i ghiacciai dell’Ossola evidenziando come sia evidente la fusione dei ghiacciai delle Alpi. Arretrano sempre di più dai rilievi del 1978, negli ultimi 5 anni poi la ritirata è davvero netta: sembra che la media sia di un arretramento superiore di 22 metri all’anno. Gli studi vogliono dimostrare come i ghiacciai si fondano sempre più rapidamente e probabilmente in circa 40 anni saranno spariti. A trattare approfonditamente il tema della Fusione ghiacciai sulle Alpi è meteolivevco.it che mostra immagini, comparazioni e studi in merito.

Se nulla dovesse cambiare il quadro evidenzia come nel 2100 sia possibile avere concentrazioni di CO2 triplicate o addirittura quadruplicate. Tra le catastrofi a cui l’Italia andrà incontro non c’è solo lo scioglimento dei ghiacci dato dalle temperature in aumento ma un numero sempre maggiore di alluvioni e catastrofi dovute alla pioggia che sarà sempre meno frequente ma che arriverà tutta insieme. L’attenzione viene portata anche verso i mari che aumenteranno il loro livello andando ad erodere sempre più la costa. Non è tutto: l’allarme ha dimostrato come non solo l’uomo e le città siano in pericolo ma anche le specie animali che si troveranno ad affrontare un cambiamento significativo del proprio habitat.