Lo Spritz è il cocktail simbolo dell’aperitivo italiano, col suo colore acceso e la sua freschezza è davvero quel che ci vuole per dare il via ad una serata in compagnia. Siete sicuri però di sapere tutto ciò che lo caratterizza? Quali sono le sue origini? E le varianti? Approfondiamo!

Spritz: storia e origini del cocktail

Sono così tante le varianti che si sono susseguite nel tempo che una ricetta precisa non esiste, ma in realtà non vi sono particolari dubbi circa le origini del cocktail. L’ipotesi più gettonata fa risalire il nome del drink alla termine tedesco spritzen e cioè spruzzare. Perché? Semplice, nell’800 molti soldati, ma anche commercianti, diplomatici e altri rappresentati dell’Impero Asburgico che in quel momento si trovavano in Veneto erano soliti chiedere di “spruzzare” e cioè allungare il vino con un po’ di acqua frizzante. Da ciò prese piede l’abitudine anche tra la popolazione di allungare il vino con l’acqua in modo da renderlo più leggero, abitudine mantenuta tutt’ora in molte zone del Veneto e del Friuli Venezia Giulia probabilmente per “alleggerire” la gradazione di alcuni tipi di vino.

Lo spritz oggi

Il cocktail per come lo conosciamo noi oggi è nato dunque successivamente e cioè quando alla semplice abitudine di allungare il vino con l’acqua qualcuno aggiunse anche il bitter o il vermouth, apportando così una correzione. Nei primi anni del ‘900 poi si diffusero i sifoni per l’acqua di Seltz che portarono all’utilizzo di questa bevanda in sostituzione all’acqua frizzante. Lo Spritz vero e proprio ha però visto la luce nel attorno agli anni venti quando si iniziò ad aggiungere il bitter. Da questo momento  stata un’evoluzione continua perché è dalla versione dello spritz con il bitter sono nate le varianti più conosciute. La più nota è senza dubbio quella padovana e cioè quella con l’Aperol, mentre quella veneziana è a base di Select, il famosissimo bitter prodotto dai fratelli Pilla e che proprio l’anno scorso ha festeggiato i 100 anni dalla nascita.

Di queste due quella padovana a base di Spritz è diventata la più popolare in assoluto tant’è che negli anni ’70 si era già diffusa in tutto il Veneto. Nel 2011 il cocktail è stato ufficializzato dalla IBA (International Bartenders Association) prima come ‘spritz veneziano’ e poi semplicemente con il nome di ‘spritz’.

La ricetta dello spritz

Gli ingredienti base dello spritz sono vino bianco frizzante, generalmente si utilizza il prosecco, un bitter (Aperol, Select o Campari), acqua frizzante o seltz.

Ingredienti dello spritz secondo la ricetta ufficiale IBA:

  • 9 cl di prosecco o vino bianco frizzante
  • 6 cl di Aperol
  • soda o seltz qb

Ingredienti dello spritz veneziano:

  • 1/3 vino bianco frizzante
  • 1/3 di acqua frizzante
  • 1/3 di bitter

Procedimento

Mettete in un apposito bicchiere per cocktail come l’old-fashioned o in un calice il ghiaccio poi unite nell’ordine l’aperol, il prosecco. Mescolate con un cucchiaio per cocktail o con la cannuccia e guarnite con mezza fettina di arancia.

Le varianti dello spritz

E’ sicuramente impossibile riuscire a elencare tutte le varianti più o meno riconosciute. A seconda della regione e addirittura della città in cui ci si trova ci si può trovare a sorseggiare drink ben diversi rispetto a quello ufficiale. A Treviso ad esempio vi verrà servito uno spritz preparato con prosecco, Aperol o Campari rosso, una fettina d’arancia o oliva. A Brescia invece si prepara il Pirlo, drink che si differenzia dalla versione tradizionale in quanto prevede l’utilizzo di vino bianco fermo e Campari. Fonti storiche rilevano anche un drink che già veniva servito sempre a Brescia a partire dai primi decenni del ‘900 e base di vino bianco e Vermut. Insomma…è proprio il caso di dire: “città che vai, cocktail che trovi!”.