Da tempo ormai c’è una lotta continua che riguarda i taxi: numerosi sono i servizi di radio taxi che non vedono di buon’occhio l’utilizzo di canali social, in particolar modo di app, che un utente privato può utilizzare per prenotare la propria corsa.

Ebbene, dopo una sentenza che è durata due anni, finalmente si è giunti a una soluzione: Freenow, l’applicazione che prima prendeva il nome di MyTaxi, può esultare e prendersi la vittoria, tornando in competizione sul mercato.

Si tratta di una vera e propria svolta che mette a tacere il regime di esclusività dei radiotaxi a favore di una libera concorrenza sul mercato, anche se i primi invece la considerano come una sentenza che va a minare quello che è il sistema delle cooperative in favore delle grandi multinazionali e dunque non dell’utente.

Il tutto nacque dopo la nascita della piattaforma di chiamata digitale dei taxi: immediatamente i radiotaxi presero provvedimenti contro tutti gli autisti che contemporaneamente venivano chiamati anche attraverso l’applicazione, con degli scioperi ripetuti che portarono poi a una denuncia da parte degli stessi al foro di competenza.

La sentenza emessa allora, accolta dal Tar del Lazio a favore dei radiotaxi grazie ad una segnalazione all’Antitrust di Freenow, è stata però ribaltata dal Consiglio di Stato dopo due anni di lotte in vari tribunali.

Uno sguardo al passato e le prospettive future

In Italia è stato registrato un atteggiamento ostile e poco predisposto nei confronti dell’utilizzo dell’applicazione, che invece è sempre stata funzionante e ben vista in circa nove paesi d’Europa per un totale di più di cento città diverse, contando sull’appoggio degli stranieri.

Tramite la nota app, infatti si può non solo chiamare un taxi, ma anche prenotarne uno ad uno specifico orario ed inoltre offre la possibilità di conoscere in anticipo anche il costo della relativa corsa, ad esempio un turista che deve prendere un volo, può così sapere in anticipo quanto costa il taxi per milano malpensa ed evitare così spiacevoli inconvenienti.

La decisione avrà sicuramente effetti anche sul numero unico comunale della app Mit 02/7777, che venne ideato con lo scopo di sostituire le colonnine ai posteggi dei taxi.

Bisogna tener presente che i tassisti che si contano oggi nella città di Milano sono più di un migliaio e circa l’80% di essi è attualmente iscritto a un radiotaxi.

Considerato l’elevato numero, questo passo è quindi per molti di loro fonte di innovazione e concorrenza sul mercato di questo settore, allo scopo di valorizzare e sostenere la libertà imprenditoriale di ogni tassista.

Anche se i sindacati hanno palesato i loro timori inerenti il “gioco a ribasso” da parte delle multinazionali, proprio queste ultime tramite la sentenza hanno voluto sottolineare come si viene a creare, in questo modo, un’apertura del mercato e non una sua chiusura. 

Va sottolineato infatti che la sottoscrizione all’app non è obbligatoria: ogni tassista sarà libero di scegliere se iscriversi o meno all’applicazione, il che significa che i tassisti milanesi potranno infatti scegliere senza alcun vincolo se lavorare soltanto attraverso le cooperative alle quali sono iscritti o se iniziare a prendere corse anche attraverso l’applicazione.