Nessuno di noi può dire di non possedere almeno un paio di jeans nel proprio armadio. Infatti, il jeans è il capo d’abbigliamento che può vantarsi di aver davvero fatto la storia, soprattutto la storia più moderna. Inoltre, uno dei maggiori vanti di questo capo è quello di essere adatto a tutti. Non si tratta, infatti, del tipico capo d’abbigliamento che piace solo a pochi e viene indossato solo dagli appartenenti ad una precisa fascia di età. Al contrario, i jeans sono perfetti per chiunque. Li amano gli uomini e le donne, gli adulti e i bambini, gli amanti del fitness e i meno sportivi, gli innamorati del casual e anche i più eleganti.

A mettere d’accordo tutti è sicuramente la comodità di questi pantaloni. Non stringono eccessivamente, sono disponibili in diversi modelli, sono molto resistenti e si prestano bene ad essere decorati o personalizzati. Insomma, pur proponendosi con delle caratteristiche molto tipiche, come la colorazione classica, il bottone e la zip, i jeans lasciano ognuno libero di esprimere la propria personalità. Ma come sono arrivati nei nostri negozi? La storia dei jeans non è certo molto antica, ma sicuramente è interessante. Andiamo a conoscerla nel prossimo paragrafo.

La tradizione del jeans e l’avvento della modernità

Secondo alcune fonti, il jeans che oggi tutti conosciamo deriva dal fustagno. Non molti sapranno di cosa si tratta, quindi andiamo a spiegarlo con una po’ più di dettagli. Il fustagno è un tipo di tessuto. La sua principale caratteristica è la resistenza, infatti, indossandolo si può scivolare, grattare sulle pareti o graffiarsi i pantaloni senza temere danni seri. Al massimo, si ottengono delle piccole schiariture nella stoffa. Per godere di questa resistenza, il fustagno è realizzato con un’armatura a saia, a 3 o 4.

Tradizionalmente, il fustagno è indicato come l’antenato del jeans. Un fatto molto interessante è che il fustagno era prodotto in grandi quantità nel nostro paese, già alcuni secoli fa. All’epoca, non si poteva ancora parlare di Italia, ma la Repubblica di Genova e la città di Torino avevano iniziato un interessante produzione di tessuto. Non si trattava comunque di un tessuto destinato ad essere indossato, quanto più di un tessuto impiegato per sacchi e coperture di materiali più delicati.

Molti storici possono concordare nell’affermare che i tessuti di un tempo prendevano il nome dalla località dove erano prodotti. Dunque, secondo questa tradizione, i blue-jeans devono il proprio nome al bleu de Genes, cioè al blu di Genova, che potrebbe richiamare proprio il tessuto fustagno. Ad ogni modo, il jeans come lo conosciamo noi è arrivato ad Ottocento inoltrato e ha avuto delle evoluzioni particolari, che però non lo hanno affatto stravolto e lo hanno fatto giungere fino a noi.

Il jeans moderno: storia

Tutti conoscono il nome di Levi Strauss e lo collegano ai famosissimi jeans Levi’s. Ciò è corretto in quanto proprio Levi Strauss fondò un negozio destinato a vendere abiti da lavoro ai cercatori d’oro della California. Questi necessitavano di abiti comodi, poco costosi e resistenti. Li trovarono nei jeans, o meglio negli antenati di questi. Fin da subito, la tipologia di pantaloni ebbe successo e i cercatori d’oro ne acquistarono in buona quantità. Da allora, Levi realizzò il suo modello più famoso: il 501. Questo raggiunse ogni negozio del paese ed oggi è ancora amatissimo.

Nel 1873, invece, fu Davis ad apportare alcune modifiche ai pantaloni già presenti sul mercato. Brevettò i pantaloni in denim con dei piccoli rinforzi in rame alle cuciture delle tasche e della zip. Così nacquero i jeans come tutti li conosciamo. Col tempo, poi, il termine “jeans” prese ad indicare sia la stoffa che il modello di pantaloni.

Questo è solo un esempio di come la moda possieda una storia con radici secolari. Anche i più piccoli oggetti che ci giungono dal passato hanno una storia. Ad esempio, gli occhiali Moscot ne possono raccontare una molto interessante.