Un nuovo fenomeno si sta diffondendo in campo culinario. Giovani chef e promesse del settore si stanno impegnando al fine di inaugurare un nuovo metodo di cucinare, che non ha come fine solo quello di appagare lo stomaco, ma di toccare anche le corde dell’anima di ognuno di noi: parliamo della cucina gastro-sentimentale, meglio nota come cucina delle emozioni.

La cucina delle emozioni

La cucina delle emozioni fece capolino negli anni Novanta con l’introduzione della Nouvelle Cuisine per mano dei fratelli Adrià e del noto chef di fama mondiale, venuto a mancare qualche anno fa, Juli Soler.

Essi hanno cercato di unire alla bontà delle pietanze, delle sensazioni in grado di risvegliare emozioni più profonde.

Tutto ciò avvenne con la sperimentazione di alcune ricette come la seppia condita con il latte di cocco, piuttosto che l’anice ghiacciato unito alla caramella mou.

La sensazione che si voleva ricreare aveva delle connotazioni gioiose e volte al divertimento, facendo leva sui canoni del tempo.

L’avvento della cucina gastro-sentimentale

In seguito all’avvento del Covid-19, si sono dovuti sperimentare dei nuovi ambiti anche nel settore della cucina, in quanto la società necessita di nuove invenzioni e di nuovi metodi in grado di attuare e salvaguardare la ripresa economica.

Un grande ruolo è stato coperto dagli chef di ultima generazione che si sono messi in prima linea proprio al fine di contribuire a questo rinnovamento culinario.

L’intento non è più quello di ricreare un immediato impatto estetico attribuibile alla vista del piatto, ma si vuole attribuire a questo un senso più profondo in grado di risvegliare sentimenti repressi e portare alla mente ricordi piacevoli.

La cucina gastro-sentimentale è una cucina che fa uso di molta tecnica, e già da qualche anno viene riprodotta da esperti del settore quali Gennaro Esposito, Nadia Santini e altri chef molto noti che hanno stilato dei menù che uniscono sapori tradizionali ad elementi particolari o vivaci, come nel caso del branzino con wafer al sesamo o della lepre reale.

Tra gli esponenti da citare non bisogna dimenticare Massimo Bottura, che da sempre colloca nei suoi piatti ricordi legati al suo passato e alla sua giovinezza, in moda da creare una sorta di autocelebrazione volta a non dimenticare momenti importanti della propria vita.

L’obiettivo della cucina gastro-sentimentale

L’intento ultimo di questa iniziativa non consiste solamente nel creare un nuovo tipo di cucina in grado di racchiudere esperienze personali o condivise, ma di unire le figure professionali del passato e del futuro al fine di delineare una tematica comune in grado di coniugare in un unico abbraccio generazioni diverse.

In questo modo, ognuno avrà la possibilità di realizzare dei piatti ricchi di grandissima personalità che riescano ad esprimere e a suscitare emozioni e ricordi in chi li assaggia.

È interessante anche valutare in che modo lo stesso piatto possa risvegliare delle esperienze diverse nei commensali, e come il tocco personale dello chef possa aiutare la rievocazione di momenti lontani.

Potrebbe nascere una collaborazione sorprendente tra professionisti di epoca e stili diversi, che decidono di unirsi per il bene comune.

Questo trend è partito dai giovani chef che in epoca di Coronavirus hanno cercato un modo per risollevare l’umore della gente e trovare un metodo per avvicinare ciò che le distanze sociali hanno diviso.

Ecco quindi come un semplice piatto, non si rivela essere un casuale accostamento di ingredienti ed alimenti, ma viene studiato nei minimi dettagli al fine di creare un’esplosione di sapore più unica che rara, in grado di stravolgere sotto ogni punto di vista.

Si spera che con il passare del tempo e con il miglioramento della situazione sanitaria, questo settore possa svilupparsi al fine di acquistare tutta l’importanza che merita.