Nonostante la pandemia dei primi mesi del 2020, la musica, i musei, i luoghi di interesse artistico e le varie mostre che sono presenti lungo tutta la penisola, non accennano a fermarsi, ma anzi trovano sempre più successo tra il pubblico.

Purtroppo, pochi mesi fa il Coronavirus ha sconvolto le nostre vite, andando a creare delle ripercussioni e delle spiacevoli conseguenze che mai avremmo potuto preventivare o immaginare per il nostro presente e futuro.

Questo virus si è impadronito della nostra quotidianità, arrivando a strapparci delle abitudini che noi tendevamo a considerare come scontate, e facendo sì che certi argomenti o interessi assopiti nei nostri cuori tornassero a ridiventare aspetti fondamentali della vita di ognuno di noi.

Questo è il caso rappresentato dalla cultura, che nonostante tutto continua imperterrita la sua missione, arrivando ad intrattenere dai più piccoli ai più anziani e proponendo opere e luoghi di interesse che possono affascinare tutta la popolazione.

L’anniversario della morte di Dante Alighieri

Una tappa fondamentale volta a far ripartire la penisola in seguito alla tremenda pandemia è quello che avverrà a Parma, eletta capitale italiana della cultura per il biennio 2020 2021, che decide di accogliere le persone al fine di celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Questo percorso è iniziato con la restaurazione della tomba del poeta che ricordiamo essere collocata a Ravenna, la cui cerimonia è stata inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 5 settembre di quest’anno.

Oltre a Parma sono implicate in questa iniziativa altre città emiliane, come Piacenza e Reggio Emilia, per le quali la regione ha investito molti milioni di euro anche in previsione di restauri importanti, come quelli relativi all’ospedale Vecchio che verrà utilizzato proprio per ospitare questa nuova mostra.

Per quanto riguarda l’iniziativa dedicata a Dante Alighieri, la regione ha stanziato un milione e mezzo di euro, al fine di valorizzare tutte le opere di Dante, che meritavano una promozione culturale.

Le altre città d’arte emiliane

L’Emilia-Romagna è una delle regioni più ricche di bellezze culturali e le opere d’arte presenti in questa zona sono soprattutto di tipo romanico e bizantino.

Presenta molti stili tra cui il barocco del fine 800 che si è espresso in ogni campo artistico partendo dall’arte fino alla scultura, alla pittura e all’architettura, arrivando a realizzare e a custodire veri e propri tesori.

Inoltre, nei centri storici come Ravenna piuttosto che Bologna e Ferrara, sarà possibile esplorare dei castelli molto importanti citati anche nella letteratura italiana, come ad esempio il castello dei Conti Malatesta, oppure il castello della gran Contessa Matilde di Canossa con la Rocca sforzesca.

Anche Modena, Ferrara e Ravenna sono ritenute tre città d’arte, talmente preziose da essere siti dichiarati patrimonio Unesco, e vengono riconosciute a livello internazionale non solo per l’arte e la cultura, ma anche per via del gran successo di tipo gastronomico.

Bologna, una città d’eccellenza

Il capoluogo dell’Emilia-Romagna, ovvero Bologna, è una città creativa Unesco molto apprezzata per la musica e per le importanti istituzioni quali il teatro comunale, la biblioteca della musica, un museo internazionale della musica, un Conservatorio che venne dedicato a padre Martini, e anche delle sedi universitarie accademiche sempre improntate sul ramo musicale e dello spettacolo, oppure dedicate allo studio della filarmonica.

In queste terre sono nati moltissimi artisti noti a livello internazionale, come ad esempio Arturo Toscanini e Luciano Pavarotti, ma anche star del pop e del rock come Lucio Dalla, Laura Pausini Zucchero e Vasco Rossi.

Sempre in questa zona abbiamo potuto assistere alla nascita del liscio in seguito a dei componenti realizzati dal grande compositore Giuseppe Verdi, sempre natale di queste zone.