Food service è la definizione che negli ultimi anni sta lentamente sostituendo quella italiana di “ristorazione”; non si tratta di un anglicismo fine a sé stesso, ma di una necessità dovuta all’evoluzione della ristorazione che comprende diverse attività: nello specifico, su pregis.it trovi maggiori informazioni riguardo ai servizi di food service.

I modelli di vita e le abitudini alimentari degli italiani sono molto cambiate negli ultimi anni, per questo sotto il termine “ristorazione” non rientrano più solo i ristoranti tradizionali e le attività come le pizzerie o i bar.

La filiera del food si è ampliata e ora comprende anche attività come i sushi point e tutte quelle tipologie di “rivendita-snack” che oggi hanno grande successo in Italia, soprattutto nelle grandi città.

Food service: quali sono i cambiamenti

Negli ultimi tempi i pasti tradizionali sono stati affiancati o sostituiti da “pause snack”, questo è avvenuto a causa dei ritmi sempre più stressanti della vita in città: le persone mangiano sempre meno a casa, principalmente a causa del lavoro, e sempre più spesso fuori e in fretta.

La ristorazione si è dovuta adeguare a questo fenomeno diversificando le offerte che non possono più essere solo quelle tradizionali, ma l’evoluzione della ristorazione comporta anche la nascita di nuove figure professionali che sappiano gestire questi cambiamenti.

Oggi giorno per avviare un’attività ristorativa è necessario avere conoscenza delle nuove forme ristorative e la capacità di pianificare l’attività secondo le nuove esigenze dei consumatori.

Il food service diventa veloce, ma l’ambiente deve essere piacevole

Come anticipato, i ristoranti sempre più spesso si ritrovano ad essere luoghi di consumo take-away o sfondi di un consumo frettoloso e veloce.

Le abitudini delle persone influenzano direttamente il mondo del food service, che si adegua; le modalità e i tempi di consumo cambiano, ma non solo quelle, anche l’ambiente subisce un’evoluzione, soprattutto nelle grandi città, le persone raramente tornano a casa per la pausa pranzo ma decidono di pranzare fuori cercando attività dove consumare un pasto veloce, ma allo stesso tempo vogliono un ambiente piacevole per godersi al meglio la pausa e ricaricarsi (senza spendere troppo).

Oltre all’ambiente piacevole, la cucina deve essere versatile: le offerte nelle varie fasce orarie devono essere diverse, anche se proprio a causa di questa esigenza di versatilità, oggi è rischioso definire un’attività ristorativa in un modello definitivo.

Il consumatore vede sempre di più lo spazio dedicato al Food Service come un ambiente dedicato al divertimento ed alla socialità e non più legato solo al cibo e all’atto del mangiare.

Questo è evidente se pensiamo alle note catene di coffee-bar, con spazi di lettura, studio e connessione wi-fi.

Le attività si dividono in due grandi segmenti

Il mondo del food service si divide in due grandi segmenti, questi sono la ristorazione commerciale e la ristorazione industriale (o collettiva).

Ma quali sono le differenze tra le due?

La prima è caratterizzata dal fatto che il cliente paga per intero il conto, è ciò che avviene quando decidiamo di andare a cena con gli amici per intenderci.

La seconda, invece, riguarda le mense lavorative; in questo caso il costo del servizio viene pagato solo in parte dal lavoratore, oppure è completamente a carico del datore di lavoro (o della collettività).

Le attività che sono emerse con l’evoluzione del food service sono queste: discobar, wine bar, la ristorazione presente nei centri commerciali, snack bar, lo street food in generale (piadinerie, friggitorie), fast food e paninoteche.

In realtà potremmo aggiungere alla lista anche gli snack e le bevande vendute nei distributori automatici: questo tipo di food service prende il nome di c.d. vending.

Le macchinette esistono da sempre, ma la novità sta nel fatto che oggi cercano di competere con i ristoranti tradizionali permettendo alle persone di acquistare anche cibi caldi direttamente dal distributore.