L'architettura hi-tech è uno stile architettonico ad alta tecnologia, nato negli anni settanta ma ancora molto in voga. Essendo infatti una rivisitazione del modernismo questo stile è sempre molto attuale e si apre a numerose variazioni. L'architettura hi-tech si basa su un'apparenza tecnologica molto marcata e una particolare scelta di materiali, come quelli tipicamente industriali. Questo stile si può adottare perfettamente sia negli interni che negli edifici, così come si è visto fare in Italia da artisti illustri. Vediamo qualche esempio.

 

L’Hi-Tech in Italia

L'architettura hi-tech si è diffusa in modo esponenziale in tutta Europa, approdando in Italia nel 1914. In questo anno, infatti, viene pubblicato da Antonio Sant'Elia il Manifesto dell'architettura futurista. L'architetto definisce in questo testo i punti fondamentali di questo stile architettonico, ispirandosi in chiave innovativa al mondo del futurismo. In particolar modo il Sant'Elia sostiene come questo stile riesca a combinare praticità e utilizzo di materiali umili allo spirito artistico. Si tratta di una vera e propria arte che non ha nulla da invidiare agli stili architettonici precedenti al '900. In sintesi il Manifesto racconta le fondamenta di questo spirito, che si traducono nell'assurdità della decorazione aggiuntiva e nell'ispirazione differente. Riguardo la decorazione, questa dovrebbe essere ricercata nell'estetica della struttura e della disposizione dei materiali, mai in qualcosa di aggiuntivo. L'ispirazione, invece, dovrebbe provenire dal mondo meccanico, visto come fonte di espressione massima dell'animo umano. Queste caratteristiche sono dovute a un cambiamento radicale di pensiero, non si cerca più l'immortalità attraverso le edificazioni. Al contrario, si vuole sottolineare la caducità dell'esistenza umana e degli oggetti. Così, per la prima volta nel nostro paese vengono delineati con precisione i cardini dell'architettura hi-tech che sono guide di riferimento ancora oggi. In seguito, verso gli anni settanta, l'architettura hi-tech vedrà il suo momento di gloria con esponenti celebri. Uno di questi è l'architetto genovese Renzo Piano che si fa un vero e proprio promotore di questo movimento. Piano si occupa di progettazione molto diverse tra loro. Si va dagli uffici, come quelli progettati a Novedrate, a edifici come la Biosfera. Quest'ultima si trova a Genova ed è stata realizzata nel 2001, ma non è l'opera più recente e questo sottolinea come l'hi-tech sia un sempreverde. La Biosfera, comunque, è composta da una struttura sferica (motivo per cui viene spesso chiamata Bolla) in acciaio e vetro, posizionata in sospensione sul mare nei pressi del famoso acquario. La particolarità di questa struttura è però al suo interno: racchiude una riproduzione della foresta pluviale con circa 150 specie di esseri viventi tra animali e vegetali.

 

Alcuni edifici tra i più famosi

Oltre a questi esempi già citati tra i più famosi, è bene sapere che esistono in Italia numerose strutture realizzate con un'architettura hi-tech. Sempre opera di Renzo Piano, ad esempio, è la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli a Torino. Questo edificio ospita un vero e proprio museo con l'esposizione di varie opere d'arte. Ad essere particolarmente rilevante, però, è l'edificio stesso. Questo infatti rappresenta una sorta di astronave di cristallo che riprende pienamente e in chiave moderna lo stile spiccatamente futurista dell'originale fabbrica Fiat. Si tratta dell'esempio perfetto della combinazione tra praticità, estetica e simbologia. Come dicevamo lo stile tardo-futurista dell'hi-tech si presta senza problemi a diversi ambienti. Tanto che si trova anche in una chiesa, in particolare la bellissima chiesa di Dio Padre misericordioso a Roma. Questa chiesa, più conosciuta come chiesa del Giubileo, è opera di Richard Meier. Così come previsto, anche in questo caso c'è una sintesi perfetta tra i diversi obiettivi dell'architettura hi-tech. La chiesa infatti è stata realizzata in buona parte in cemento ed è sormontata da tre vele autoportanti, totalmente bianche, che riprendono anche il significato simbolico della Trinità cristiana.

Nel complesso, quindi, lo stile hi-tech non ha mai smesso di appassionare e, anzi, con il passare del tempo sta prendendo sempre più piede anche negli interni. Questo permette di creare ambienti come case o luoghi di lavoro che siano allo stesso tempo efficienti, tecnologici e funzionali ma anche minimalisti e dell'estetica pulita.