Quando una donna aspetta un bambino il corpo cambia, questo lo sappiamo tutti. Ci sono donne che, una volta partorito, riacquistano subito la forma fisica ideale, altre che, invece, appaiono decisamente diverse da prima. A cambiare significativamente è l’addome che in seguito alla gravidanza può apparire rilassato. Un problema molto frequente, infatti, è la diastasi addominale, ovvero, l’allontanamento dei muscoli retti dell’addome, vediamo di cosa si tratta e come porvi rimedio mediante chirurgia endoscopica REPA per la diastasi dei muscoli retti dell’addome.

Diastasi addominale, in cosa consiste

Con il termine diastasi addominale si indica l’allontanamento dei muscoli retti della fascia addominale a causa di un cedimento della fascia che li tiene uniti longitudinalmente. Normalmente questo accade in modo fisiologico durante la gravidanza quando, in seguito al processo ormonale dovuto a tale stato, i muscoli retti si allontanano dalla linea mediana, separandosi.

Infatti, la cosiddetta linea alba, costituita da tessuto connettivo, tende ad assottigliarsi man mano che la gravidanza avanza e, essendo un tessuto poco elastico, non sempre torna al suo stato pre-gravidanza. Se in seguito al parto non si risolve, ovvero, se i muscoli retti dell’addome non ritornano in posizione in modo naturale, si parla di diastasi addominale, in particolare se la distanza tra le due fasce muscolari supera i 2,5 cm.

Al di sotto di tale misura, la distanza viene considerata fisiologica, sebbene per alcune donne risulta comunque antiestetica.

Cosa si fa per eliminare l’inestetismo

Un errore che compiono moltissime donne è quello di fare addominali su addominali con la speranza di rimettersi in forma. Purtroppo questo non solo non è sufficiente, ma è anche controproducente. In realtà la diastasi non è solo un problema estetico, a seconda del suo decorso può dare luogo a disturbi quali lombalgie e dolori addominali.

Non sempre tali disturbi vengono riferiti alla diastasi, per cui capita che chi ravvisa lombalgie, anche di una certa entità, faccia fatica ad attribuirle alla diastasi. Uno dei primi sintomi è l’iperlordosi, si fatica a tenere il busto eretto e si ravvisa dolore lombare. Anche il pavimento pelvico può risultare compromesso, quindi si manifestano fenomeni di incontinenza urinaria.

Alla vista l’addome appare profondamente cambiato, con la classica forma scafata, piatto al mattino e decisamente gonfio alla sera.

Il prolasso degli organi pelvici dovuto alla diastasi può causare anche meteorismo, stipsi, dolore addominale, percezione di movimenti sotto pelle.

Naturalmente, un consulto medico è il modo migliore per capire se sia necessario intervenire chirurgicamente. Normalmente vengono consigliate delle ecografie e di conseguenza l’intervento chirurgico.

Intervento di chirurgia “gentile” di cosa si tratta

Nei casi più gravi di diastasi viene consigliato l’intervento chirurgico di addominoplastica. Si tratta di un intervento che lascia delle antiestetiche cicatrici, il taglio che viene effettuato è ampio e, in diversi casi, a seconda della gravità del problema, i postumi sono dolorosi. Inoltre il rischio di recidive è sempre dietro l’angolo.

Nel caso di pazienti magre, che non presentano particolari problemi come per esempio il cosiddetto “grembiule adiposo”, è preferibile utilizzare una chirurgia decisamente meno invasiva. Da alcuni anni, infatti, si può ricorrere a un intervento poco invasivo, la riparazione endoscopica preaponeurotica (REPA).

Questa particolare tecnica è stata messa a punto dal Dr. Derlin Juares Muas, il celebre chirurgo argentino specializzato in interventi della parete addominale. L’intervento consiste nel praticare 3 piccole incisioni, due da circa 10 mm e una da 5 mm al di sopra del pube e, nel caso di donne che hanno partorito con taglio cesareo le incisioni vengono praticate sulla cicatrice stessa.

In questo intervento poco invasivo vengono suturate le fasce dei muscoli addominali retti, ricostruendo la linea alba. Viene poi alloggiata una rete ultraleggera che riduce sensibilmente la possibilità di recidive.

In Italia a praticare questo intervento è il Dr. Cuccomarino, allievo e amico del Dr. Juarez Muas, che per primo lo ha realizzato in Europa nel 2017. Si tratta quindi a tutti gli effetti un intervento che presenta la medesima efficacia dell’addominoplastica ma con un minor impatto estetico. Trovi tutte le info qui: diastasideiretti.it.