Nel raggio di mezz’ora d’auto da Saturnia ci sono almeno otto paesi medievali. Vederli tutti in un weekend si può fare, ed è il modo più sicuro per tornare a casa senza ricordarne nessuno.
Meglio sceglierne tre e dargli il tempo che chiedono. Questi tre sono diversi tra loro e non si sovrappongono: un paese fortificato, una città costruita nel tufo, un sito etrusco.
Montemerano, 10 minuti
Quattrocento abitanti dentro tre cerchie di mura, con piazza del Castello al centro e i vicoli lastricati che ci girano intorno. Si attraversa in un quarto d’ora, ma non è per la passeggiata che vale la deviazione.
Dentro la chiesa di San Giorgio, costruita nel Trecento e ampliata nel 1430, c’è un polittico di Sano di Pietro del 1458, dipinto su commissione per questa chiesa: si capisce dai santi rappresentati, perché oltre a Pietro e Francesco ci sono San Giorgio e San Lorenzo, i patroni del paese.
A destra dell’altare maggiore, però, c’è il pezzo che le persone ricordano. È una tavola di metà Quattrocento attribuita a un pittore locale anonimo, il Maestro di Montemerano, e ha un foro circolare in basso a destra. Si chiama Madonna della Gattaiola.
La leggenda dice che un parroco usò la tavola come porta di un magazzino e ci praticò il buco per far passare i gatti, che dovevano occuparsi dei topi. Gli studiosi non hanno ancora chiarito se il foro sia precedente o successivo al dipinto. Oggi la tavola è protetta da una teca, buco compreso.
Pitigliano, 30 minuti
Il paese sta in cima a uno sperone di tufo e da lontano sembra la continuazione della roccia. Il centro storico si gira a piedi in un’ora abbondante, ma la parte interessante è sotto.
Nel tufo sono scavate decine di cantine, che i pitiglianesi usano ancora, e soprattutto la Piccola Gerusalemme: la sinagoga, il forno delle azzime, la macelleria kasher, la tintoria e il bagno rituale, tutti ricavati nella roccia sotto il livello della strada. Sono i resti della comunità ebraica che qui si insediò nel Cinquecento e che diede al paese il soprannome che porta ancora.
Se hai tempo, esci dalle mura e imbocca una delle vie cave, i corridoi scavati dagli etruschi nel tufo, alti in certi punti venti metri.
Sovana, 30 minuti
Sovana è una via sola, lastricata, con una piazza in fondo e il Duomo dei Santi Pietro e Paolo all’altro capo. Trecento abitanti scarsi. Un’ora basta per il paese.
Quello per cui si viene sta fuori, nell’area archeologica: la necropoli etrusca, con la Tomba Ildebranda in testa, un monumento a tempio scavato nel tufo che è la tomba etrusca più elaborata arrivata fino a noi. Intorno corrono altre vie cave, che collegano le tombe tra loro e proseguono verso Pitigliano e Sorano.
Metti scarpe chiuse: il fondo è di tufo, e con l’umidità diventa scivoloso.
Come organizzarli
Montemerano funziona bene come sosta prima o dopo le terme, visto che è a dieci minuti. Pitigliano e Sovana stanno nella stessa direzione, a venti minuti l’uno dall’altro, quindi conviene metterli nella stessa giornata: Sovana la mattina con la necropoli, pranzo, Pitigliano nel pomeriggio.
Per il quadro completo di cosa vedere nei dintorni di Saturnia, compresi i borghi che qui ho lasciato fuori, c’è una mappa della zona con le distanze reali dalle terme.