L'attività farmacologica degli allucinogeni è dovuta a un numero relativamente piccolo di tipi di composti chimici. Tuttavia, mentre la chimica moderna è stata in grado nella maggior parte dei casi di duplicare con successo queste sostanze o addirittura manipolare le loro strutture per creare nuove forme sintetiche, praticamente tutti gli allucinogeni hanno la loro origine nelle piante. In riferimento a queste ultime, ecco una lista di 5 esemplari noti per contenere sostanze altamente allucinogene.

 

La belladonna

 

La belladonna è una pianta di tipo perenne ed erbacea che fa parte delle Solanaceae. Si tratta tuttavia di un esemplare naturale che è considerato allucinogeno come si evince da alcune descrizione di testi storici, in cui si rivela che gli antichi greci utilizzavano alcune gocce ricavate dall’estratto della belladonna allo scopo di inserirle negli occhi delle giovani ancelle affinché le pupille si dilatassero facendo apparire lo sguardo più bello e languido. Inoltre gli effetti allucinogeni della pianta sempre nel mondo antico venivano sfruttati per far impazzire gli uomini specie i guerrieri nei combattimenti, in quanto la belladonna provocava delirio, alcune volte arresti del respiro e in molti casi anche stati comatosi piuttosto profondi.

 

Lo stramonio

 

Lo stramonio comune è una tipologia di pianta naturale che produce fiori dai colori molto vivaci e che cresce rigogliosamente sia sulle pianure che nelle zone alpine. I suoi fiori tuttavia sono allucinogeni in quanto contengono una sostanza tossica che negli esseri umani comporta difficoltà nell’interagire con i loro simili e fa perdere la cognizione del tempo. Le allucinazioni provocate dallo stramonio in molti casi (ossia se si ingeriscono le sue sostanze), possono comportare anche effetti piuttosto gravi come ad esempio convulsioni, disturbi alla vista e persino coma.

 

La mandragora

 

La mandragora è un’altra pianta naturale che fa parte della famiglia delle Solanaceae e cresce molto bene in qualsiasi parte del mondo Italia compresa. Si tratta tra l’altro di una specie erbacea perenne composta da foglie e fiori, e dalla cui erba fresca e radici si ricavano delle sostanze presenti anche nella belladonna. La pianta già nell’antichità pare che venisse sfruttata per ricavarne alcuni estratti allo scopo di conciliare il sonno, per sedare alcune persone violente nonché per ottimizzare notevolmente le prestazioni sessuali. In riferimento a queste ultime, infatti la mandragora era considerato un naturale e potente afrodisiaco.

 

La ginestra

 

La ginestra è una pianta naturale appartenente alla famiglia delle Fabaceae che regala dei fiori di un giallo intenso e molto profumati. Tuttavia questo esemplare rientra nella categoria delle specie allucinogene, tanto è vero che in farmacologia viene sfruttata per le sue notevoli proprietà lenitive e antinfiammatorie. Inoltre contiene una sostanza nota come sparteina che si rivela un ottimo cardiotonica. A margine è importante aggiungere che se gli estratti di ginestra vengono assunti per via orale possono causare allucinazioni in quanto contengono una serie di alcaloidi molto potenti tra cui sparteina e serotonina. L’assunzione di queste sostanze in grandi dosi possono tra l’altro provocare gravissimi danni a livello epatico.

 

L’aconito

 

L’aconito è una pianta naturale appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae e che produce dei fiori misti blu e viola che si ergono su una sorta di spiga. Si tratta tuttavia di una pianta allucinogena e velenosa e che in Italia nasce spontaneamente nelle zone alpine. Nel periodo del Medioevo l’aconito veniva utilizzata in molte pratiche magiche, mentre in Medio Oriente era particolarmente apprezzata dalle popolazioni locali e dai sultani in quanto si rivelava un potente afrodisiaco e ciò era dovuto proprio all’elevato grado di psicoattività della pianta. Oggi tuttavia gli estratti dell'aconito vengono utilizzati come rimedi omeopatici per combattere l'ipertensione e gli stati d'ansia.